Bruciò l'ex moglie, condannato a 18 anni. Maria Antonietta Rositani: «Ora non ho più paura che mi uccida»

Martedì 14 Luglio 2020 di Maria Lombardi

Mentre il giudice del tribunale di Reggio Calabria leggeva la sentenza, Maria Antonietta Rositani tornava in sala operatoria, ha già subito più di 20 interventi. Diciotto anni a Ciro Russo che evase dai domiciliari per dare fuoco alla ex moglie, ha deciso ieri la Corte. E dal giorno dell'aggressione,  ormai sedici mesi fa, Maria Antonietta è in ospedale e soffre ancora per le ferite alle gambe. «Sono un poco più serena, almeno non vivrò più con la paura che lui esca dal carcere e venga ad ammazzarmi», sono state le prime parole della donna. «Gioire di una sentenza non si può, abbiamo sofferto troppo io e la mia famiglia».

Maria Antonietta Rositani: «Bruciata dal mio ex e tradita dallo Stato: ho paura che esca dal carcere e mi uccida»

La Procura aveva chiesto 20 anni per Ciro Russo che il 12 marzo del 2019 Ciro è evaso dai domiciliari a Ercolano, dove vive la sua famiglia. Era stato condannato dal tribunale di Reggio Calabria a 3 anni e 2 mesi per le violenze contro di la moglie e la figlia. «Quella mattina ha rubato la macchina al padre, ha comprato 5 bottiglie di benzina ed è venuto sotto casa mia, a Reggio», ha raccontato Maria Antonietta. «Sono uscita ad accompagnare i miei figli a scuola, lui ha cominciato a telefonarmi e offendermi. Mi ha seguita e alle 8,45 in via Frangipane, mi ha speronato. Mi ha stretto al muro e ha dato fuoco alla macchina. Quando ho visto le fiamme dal radiatore, mi sono fatta coraggio e sono uscita dal lato del passeggero, dove c'era lui. Mi ha versato la benzina addosso. Muori, mi urlava, e mi buttava benzina addosso. Se avessero ascoltato mio suocero che alle 8,05 di quella mattina ha denunciato ai carabinieri di Ercolano l'evasione di Ciro non sarei qui. Lui li aveva avvisati: mio figlio è scappato per andare dalla moglie, le farà del male. E questa era la quarta denuncia. Bastava una telefonata a Reggio per fermarlo».

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Ciro Russo era fuggito ma il giorno dopo gli agenti della squadra mobile lo avevano arrestato. «Questa sentenza l'ha voluta lui. Sono amareggiata. Ha voluto tutto lui sin dall'inizio», così Annie Russo ha commentato la condanna a suo padre. «Lui ha rovinato la mia famiglia e ha rovinato mia madre. - ha aggiunto Annie - ma non solo fisicamente. Ci ha lasciato una crepa nel cuore con la quale dovremmo convivere per sempre». Durante la lettura del dispositivo Ciro Russo era a pochi metri dalla figlia, che si è costituita parte civile: «Come al solito, tranquillo e spavaldo. Mi ha guardato sempre con aria di superiorità, con quegli occhi di sfida fino all'ultimo. Lui - ha detto Annie - è sempre stato così. Sembra che non ha capito cosa ha commesso. In questo momento ho sentimenti contrastanti, ma sono anche sollevata grazie a questa condanna». 
«Nessuno di loro, e nessuno di noi, potrà mai dimenticare l'accaduto, ma il mio augurio è che possano ritrovare un pò di serenità», ha commentato Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, che era andata a trovare Maria Antonietta in ospedale. 

«Finalmente Maria Antonietta Rositani ha avuto giustizia. Niente potrà riportarla a prima del terribile reato compiuto dall'ex marito, ma le auguro di ritrovare un pò di pace e di recuperare il più possibile. Lei è un simbolo di forza e resistenza per tutte le donne che vivono la tragedia della violenza di genere e del tentato femminicidio, e per i loro figli», il commento della senatrice del Pd Valeria Valente, presidente della Commissione femminicidio.

Ultimo aggiornamento: 11:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA