Alemanni, prima direttrice italiana della Biennale: «Progetti che riflettano la società»

Venerdì 10 Gennaio 2020 di Simona Antonucci
Venezia, Cecilia Alemanni nominata curatrice della Biennale Arte: prima donna italiana
È Cecilia Alemani, milanese, 43 anni, il nuovo direttore del settore Arti Visive della Biennale, con l'incarico di progettare e curare la prossima 59esima Esposizione. Lo ha deciso il cda della Biennale di Venezia, in scandenza il 13 gennaio, ritenendo «non più procrastinabile l'attribuzione dell'incarico di Direttore del Settore Arti Visive per l'immediato avvio della progettazione dell'Esposizione Internazionale d'Arte 2021 (negli anni precedenti l'incarico veniva dato poco dopo la chiusura della precedente edizione)».

«La scelta di Cecilia Alemani», commenta il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, «conferma la capacità di visione della presidenza di Paolo Baratta che, nell'affidare per la prima volta a una donna italiana l’intera progettazione artistica, prosegue nell'opera di innovazione e rilancio di una delle più importanti istituzioni culturali incrementandone il già notevole prestigio internazionale consolidato attraverso una conduzione attenta e illuminata. Cecilia Alemani ha curato il Padiglione Italia nel 2017 e sono sicuro che il suo nuovo progetto sarà ugualmente coraggioso e innovativo». Cecilia Alemani (che vive a New York) dal 2011 è la direttrice e capo curatrice di High Line Art, il programma di arte pubblica presentato dalla High Line, il parco urbano sopraelevato costruito su una ferrovia abbandonata di New York. Oltre a commissionare e produrre progetti ambiziosi con alcuni degli artisti più influenti di oggi, tra cui El Anatsui, John Baldessari, Phyllida Barlow, Carol Bove, Sheila Hicks, Rashid Johnson, Barbara Kruger, Zoe Leonard, Faith Ringgold, Ed Ruscha, Nari Ward e Adrián Villar Rojas, Alemani ha anche lanciato l’High Line Plinth, un nuovo programma di opere monumentali inaugurato a giugno 2019 con Brick House, una scultura dell'artista Simone Leigh. 




Nel 2017 ha curato il Padiglione Italia alla Biennale. La mostra, intitolata Il Mondo Magico, ha presentato nuove commissioni su larga scala di Giorgio Andreotta Calò, Adelita Husni-Bey, e Roberto Cuoghi. Nel 2018 ha curato, in collaborazione con la città di Buenos Aires e Art Basel Cities, Hopscotch (Il gioco del mondo), una mostra di arte pubblica che ha celebrato il ricco ecosistema culturale della città argentina. Prima di rivestire questi ruoli, Alemani ha lavorato come curatrice indipendente collaborando con musei come la Tate Modern (Londra) e il MoMA PS1 (New York), istituzioni no profit come Artists Space e Art in General (New York) e fondazioni private come la Deste Foundation. Dal 2009 al 2010 ha diretto lo spazio sperimentale X Initiative a New York, dove ha organizzato mostre di Keren Cytter, Hans Haacke, Derek Jarman, Tris Vonna-Michell e molte altre.

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«Un grandissimo onore poter assumere questo ruolo in una delle istituzioni italiane più prestigiose e riconosciute al mondo», ha detto Alemani, laureata in Filosofia a Milano con un master in studi curatoriali per l’arte contemporanea presso il Bard College, New York, «Come prima donna italiana a rivestire questa posizione, capisco e apprezzo la responsabilità e anche l'opportunità che mi è stata offerta e mi riprometto di dare voce ad artiste e artisti per realizzare progetti unici che riflettano le loro visioni e la nostra società».



Il cda ha anche confermato per il 2020 Ivan Fedele quale direttore del Settore Musica. Ha approvato un nuovo programma della sezione “Venezia Classici” del Settore Cinema, che prevede quale attività permanente la realizzazione, nel periodo primaverile, di rassegne di film classici restaurati, quale estensione di “Venezia Classici”. Il consiglio, ha inoltre preso atto della circostanza che a partire dal 13 gennaio (data di scadenza del mandato dell’attuale Cda) decorrerà il periodo di “prorogatio”, secondo le norme in vigore, durante il quale potranno essere assunti solo provvedimenti di ordinaria amministrazione o urgenti e indifferibili; in questo quadro, sarà accelerata la predisposizione del bilancio consuntivo del 2019, già ampiamente esaminato dal Cda nella forma di preconsuntivo, che prevede risultati positivi. La relazione che accompagnerà il bilancio conterrà anche una ricognizione degli sviluppi intervenuti dal 2008 a oggi, con confronti anche rispetto alla situazione precedente il 1998, anno in cui fu adottata la riforma della quale la ha potuto giovarsi nel suo percorso di profondo rinnovamento. Il Presidente Baratta e il Consiglio, a conclusione del mandato, sottolineano che per il futuro è assicurata una consistente dotazione di riserve economiche e continuità dell’attività, nel pieno rispetto dello spirito e della lettera dello Statuto.


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