Bebe Vio è la nuova Barbie: «Credete sempre nei sogni. La parola impossibile non esiste»

Giovedì 28 Novembre 2019 di Rita Vecchio
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Un modello positivo da seguire. Da imitare. E da cui imparare. Per questo Bebe Vio è la nuova Barbie pensata da Mattel. Nell’anno delle celebrazioni per il il 60° anniversario dalla nascita della fashion doll più famosa al mondo, la campionessa paralimpica mondiale, che Jovanotti chiama “ragazza magica”, diventa Barbie One of a kind. In copia unica, stesse sembianze e stesso spirito. «Tira fuori il meglio di te. E vai. Non ti fermare - dice Bebe Vio durante la presentazione della sua Barbie al quartiere generale di Mattel di Milano - Niente è impossibile. Bisogna sognare in grande e non arrendersi. Bisogna trovare tutte le strade possibili». Un messaggio in linea con il programma “Shero” di Mattel nato per aiutare le bambine a credere nel proprio talento e a immaginare come possibile il loro futuro, attraverso l’esempio di donne di ieri e di oggi di diversi background.

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In Italia le celebrazioni per il 60esimo compleanno di Barbie sono iniziate a marzo scorso, partendo con la riproduzione della chef stellata Rosanna Marziale, della cantante Elisa, dell’astrofisica Sandra Savaglio, e della stilista Alberta Ferretti. L’obiettivo di Barbie è il “Dream Gap”, quel fenomeno - spiegano da Mattel - “che si verifica nelle bambine intorno ai 5 anni e che le porta a perdere fiducia nelle proprie capacità. Infatti, a dispetto dei loro coetanei di sesso maschile, intorno a quest’età le bambine smettono di credere di poter intraprendere alcune carriere”. Così la campagna promossa da Mattel di #ChiudiamoIlDreamGap al fine di sensibilizzare famiglia, scuola e società su questo argomento. Come afferma Ruth Handler, creatrice di Barbie e coo-fondatrice di Mattel: “Ad ispirarmi nella creazione di Barbie è stata la volontà che, attraverso la bambola, le bambine potessero immaginare di essere tutto ciò che desiderano”. 

E Bebe Vio, promotrice dell’Associazione art4sport ONLUS, lo sport come terapia per il recupero fisico e psicologico dei bambini e dei ragazzi portatori di protesi di arto, non è che l’esempio migliore e tanto attuale. Esempio di vita. Sempre con il suo motto del «crederci tantissimo. La parola impossibile non esiste». 
 

Ultimo aggiornamento: 22:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA