Telefono Rosa, niente pensione al bimbo malato di leucemia che vive con la madre in una casa per vittime di violenza

Venerdì 3 Gennaio 2020
Telefono Rosa, niente pensione al bimbo malato di leucemia che vive con la madre in una casa per vittime di violenza

Niente pensione al bambino malato di leucemia, appello di Telefono Rosa al ministro Bonafede. Per un errore burocratico, il nome sbagliato sul provvedimento con cui il tribunale dei minori lo ha affidato con i suoi fratellini alla madre, vittima di violenze da parte del partner, un bambino malato di leucemia non può percepire la pensione a cui avrebbe diritto. A segnalare il caso e chiedere aiuto al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è con una lettera aperta il Telefono Rosa, presso una cui casa rifugio vive con i figli la mamma del piccolo.

Il decreto sbagliato risale a due anni fa. Dopo il rigetto della richiesta di pensione da parte dell'Inps, avvenuto a settembre del 2019, è stato chiesto di correggere il nome. «Un atto che richiede pochi secondi, ma che purtroppo dopo tre mesi giace ancora inevaso», lamenta l'associazione che fornisce anche difesa legale alle donne vittime di violenze. Telefono Rosa richiama anche l'attenzione su una serie di «episodi di separazione di figli da genitori con decreti provvisori che durano anni e che non permettono una procedura di difesa da parte del soggetto che subisce questo trattamento».E segnala in particolare il caso di una giovane mamma che ha denunciato il marito violento e che su richiesta del coniuge si è vista «sollevata» dalla responsabilità genitoriale di una bimba di soli 14 mesi, che è stata collocata in una casa famiglia. «Signor Ministro Bonafede a Lei non sembra che troppo spesso il cittadino è brutalmente bistrattato?», scrive Telefono Rosa ponendo al Guardasigilli anche altri interrogativi: «perché ad oggi non c'è un progetto di rivisitazione e riorganizzazione dei Tribunali?».

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