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Clelia Patella, art influencer: «Con i miei selfie faccio diventare le opere social»

Giovedì 10 Settembre 2020 di Maria Lombardi

“Autoritratto con scimmia, 1938”. Frida Kahlo in cornice, su una parete verde, e accanto Clelia, coroncina di fiori in testa e sguardo accigliato proprio come l’artista. Il poliziotto di Bansky con il medio alzato in “War Capitakism and Liberty”, e l’art influencer che lo imita. E così via, passando da Picasso a Canova e LeWitt, perché chi l’ha detto che i capolavori non possano diventare social? Con i suoi “Selfie ad arte” Clelia Patella, 36 anni, salentina trapiantata a Milano, porta i musei su Instagram e inventando nuove prospettive avvicina alle opere chi in una mostra non metterebbe piede.

«Racconto l’arte in maniera coinvolgente, con un linguaggio moderno, veloce, immediato. In tanti sono convinti che sia roba seria e difficile. Io la rendo leggera, senza per questo essere superficiale. Mi rivolgo a chi non va al museo perché lo trova noioso. Mostro che non è così, creo percorsi accattivanti e ironici, mi metto accanto a un’opera e invento una chiave di lettura giocosa che può attirare chi altrimenti non sarebbe interessato». Ed eccola farsi grassa vicino a un’opera di Botero, vestire i colori della Ragazza allo specchio di Picasso. Irriverente? Poco rispettosa della sacralità dell’opera? Non importa, è convinta Clelia, se con quel selfie qualcuno scoprirà il Moma o un artista fino ad allora sconosciuto. «Lo scopo è coinvolgere più persone possibili, anche l’arte deve parlare il linguaggio dei tempi. Non è detto che bisogna per forza capirla, avventurarsi in spiegazioni complicate. La bellezza di un’opera si può anche sentire. Le istituzioni museali americane l’hanno capito per prime e si sforzano di essere più comunicative e coinvolgenti, da noi ancora si fatica a far arrivare i musei al grande pubblico». Clelia Patella (@cleiart) su Instagram porta i suoi follower a spasso per mostre e musei, gioca con i selfie ma poi racconta e spiega, incuriosisce con aneddoti sulla vita degli autori. “Selfie ad arte” è diventato anche un libro (edizioni Ultra), e poi ci sono le passeggiate alla scoperta delle opere, "Walk in art", «racconto le mostre in tre minuti, sperando di invogliare chi mi segue a visitarle».


 

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