In Argentina scoppia il caso delle schiave del sesso, 20mila donne nei bordelli costrette a prostituirsi

Domenica 29 Dicembre 2019
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In Argentina sono circa 20 mila le schiave del sesso, praticamente dei fantasmi, giovani donne costrette con la forza o con l'inganno a prostituirsi. Per lo piu' originarie dalle zone piu' remote e indigenti del Paese, ma anche tante straniere immigrate, il fenomeno è sotto osservazione e al centro di denunce da parte di varie ong. Spesso le ragazze sono state vendute da parenti, da pseudo fidanzati, o adescate nei villaggi con falsi annunci di lavoro oppure prese in ostaggio negli ambienti del narcotraffico.

E' una vera piaga sociale, oscurata dal governo, ma che, secondo dati diffusi da attivisti, coinvolgerebbe circa 20 mila donne: rapite o misteriosamente scomparse, e obbligate a vivere nei in bordelli, nei postriboli, o in case private.

L'Argentina, che ancora piange i desaparecidos della dittatura militare, continua ad essere luogo di arrivo e di transito per migliaia di persone sequestrate, per la stragrande maggioranza donne. Le nuove desaparecide. Un traffico sommerso, dai contorni sfilacciati e alimentato dall'immigrazione clandestina. E' come se queste donne fossero svanite nel nulla e ancora oggi non esiste un'apposita statistica ufficiale, cosi' la loro sparizione spesso denunciata dalle famiglie di origine finisce nel 'calderone' degli scomparsi, stimati dalla Sicurezza nazionale nel 2018 in poco più di 10 mila individui.

Una ferita aperta trasformatasi in una voragine, in questi 15 anni, nonostante un'apposita legge del 2008 contro la tratta. Nel testo della normativa le vittime maggiorenni devono dimostrare di essere state sequestrate e di trovarsi nei bordelli contro la propria volontà. Nel 2012 sono state introdotte pene più severe e il divieto per la stampa di accettare pubblicità per l'offerta di prestazioni sessuali. Nonostante questo la tratta resta una piaga e gli episodi denunciati in questi anni dimostrano che la rete criminale dello sfruttamento sessuale il Paese ne e' disseminato, persino a Buenos Aires, uno dei fulcri del terribile fenomeno

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