STATI UNITI

«Vittima di stupro? Niente aborto». Ecco chi vuole Trump alle Nazioni Unite

Domenica 28 Luglio 2019 di Laura Bogliolo

Si chiama Andrew Bremberg e Donald Trump lo vuole come ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite a Ginevra. Molti però si oppongono e i motivi del rifiuto sono chiari. Secondo Human Rights Watch (HRW ) «le sue opinioni estreme sui diritti delle donne sono contrarie al diritto internazionale dei diritti umani». A infuocare le polemiche le ultime affermazioni di Bremberg (già direttore della politica interna alla Casa Bianca) in un'audizione al Senato: le vittime di stupro e violenza sessuale secondo il candidato spalleggiato da Trump non dovrebbero essere autorizzate a interrompere le loro gravidanze.

CHI E' ANDREW BREMBERG - Secondo The Guardian Bremberg (ecco chi è Andrew Bremberg) ha promesso che, se confermato, voterebbe contro qualsiasi risoluzione delle Nazioni Unite che delinei i diritti fondamentali per i sopravvissuti alla violenza sessuale se includono l'aborto. Sempre secondo HRW ha espresso il suo sostegno alla minaccia del governo degli Stati Uniti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in aprile di porre il veto a una risoluzione sulla violenza di genere nei conflitti armati perché includeva un riferimento all'accesso delle vittime all'assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva.

LA POLITICA DEL BAVAGLIO - Bremberg ha incoraggiato Trump a estendere la politica del “bavaglio globale”: in pratica il governo degli Usa esclude da finanziamenti per l'assistenza sanitaria quelle associazioni non governative che sostengono l'aborto all'estero. Un taglio che, a cascata, crea danni enormi sulle politiche di contrasto all'Hiv e al cancro ad esempio, sostenute dalle associazioni escluse dai finanziamenti. La regola del bavaglio globale è stata emessa per la prima volta da Ronald Reagan nel 1984, abolita da Bill Clinton nel 1993, ripristinata da George W. Bush e nuovamente annullata da Barack Obama. Poi è arrivato Donald Trump. La nomina prevista il 25 luglio è stata rinviata.

LA LETTERA DI PROTESTA - In una lettera, 36 organizzazioni, hanno chiesto al governo Usa di respingere la nomina di Andrew Bremberg. Tra le tante ci sono Human Rights Watch, Planned Parenthood Federation of America, American Jewish World Service e National Organization for Women. Nella lettera (il testo della lettera) si esprime preoccupazione anche per la tutela dei diritti LGBTQI in tutto il mondo qualora passasse la nomina di Bremberg.

I RISCHI - Human Rights Committee delle Nazioni Unite ha spesso espresso preoccupazione per la criminalizzazione dell'aborto e ha chiesto eccezioni invitando i governi a modificare le loro leggi «al fine di garantire un accesso a un aborto sicuro e legale quando la vita o la salute di una donna o ragazza incinta è in pericolo e quando portare a termine una gravidanza potrebbe causare la donna o la ragazza dolore o sofferenza sostanziali, in particolare quando la gravidanza è il risultato di stupro o incesto o quando non è praticabile». Anche l'International Women's Health Coalition (IWHC)  ha esortato i senatori a rifiutare la candidatura di Bremberg e votare "no" sulla sua conferma.

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