Decisione storica in Corea, l'aborto non è più vietato

Decisione storica in Corea, l'aborto non è più vietato
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Seoul – La Corea del Sud ha un anno di tempo per aggiornare la legge sull'aborto e mettersi al passo con il pronunciamento della Corte Costituzionale che ha vietato di vietare alle donne di ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza entro la 20esima settimana. Dopo un dibattito che è andato avanti lacerante per mesi è arrivata la decisione della corte suprema che taglia la testa al toro. Sette giudici su nove si sono pronunciati a favore dell'aborto.

La Corte era stata chiamata a riflettere sulla questione dopo il ricorso presentato due anni fa da una ginecologa condannata per avere praticato decine di aborti tra il 2013 e il 2015. Il medico era stato chiamato in tribunale perchè l'aborto in Corea era considerato illegale e contrario ai principi della Costituzione. La svolta era attesa dalla società coreana. Il governo e il parlamento hanno annunciato che rispetteranno il verdetto e ne terranno conto per aggiornare la legge. Al contrario i vescovi coreani si erano battuti per evitare un passaggio del genere dichiarando a più riprese che l'aborto è un omicidio e nessuno ha il diritto di attentare alla vita dei più deboli.

La decisione della Corte mette fine ad un divieto che risale al 1953 ed era poi stato recepito nel 1973, salvo casi di eccezionale gravità come il caso di incesto, violenza, malattia genetica e pericolo per la vita della mamma. La società coreana, nonostante resti piuttosto conservatrice sulle questioni familiari, con gli anni è diventata sempre più libertaria sul fronte abortista mentre, nel frattempo, si accumulavano nei tribunali processi contro medici e pazienti.

 
Giovedì 16 Maggio 2019, 11:34
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