Dopo l'aborto spontaneo seppelliscono il feto senza il consenso della donna: «Gli hanno dato il nome Celeste e il mio cognome»

Sabato 10 Ottobre 2020
Il cimitero Flaminio di Roma

«Dopo l’aborto spontaneo non avevo acconsentito a nessuna sepoltura. E invece qui c’è la tomba del feto con un cognome, il mio». Il bimbo sotto terra si chiama Celeste ed è sepolto al cimitero Vantiniano di Brescia. Un caso simile a quello denunciato qualche giorno fa da alcune donne che avevamo abortito e al cimitero Flaminio di Roma hanno scoperto le croci con i loro cognomi.

Quello di Brescia lo chiamano “Il cimitero dei bambini mai nati”. Il nome sulla lapide è quasi sempre Celeste, i cognoni sono diversi, molti stranieri.  Si tratta di feti  di aborti spontanei o volontari prima della 20esima settimana di gestazione. «Ho letto sui giornali della giovane romana che ha trovato al cimitero Flaminio la croce con il proprio nome. E ho pensato alla mia di storia: nel 2015 ho avuto un aborto spontaneo alla 12esima settimana. Mi ricordo che mi chiesero se volevo dare un nome al feto per la sepoltura. Io dissi di no. Allora l’operatore scrisse “Celeste”. Mi fu chiesto poi se volevo organizzare un funerale. Dissi ancora di no. E poi non ho più pensato a questa vicenda. Fino al giorno in cui ho letto il caso della donna di Roma», racconta la donna al Corriere della Sera.

 

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Consultando i registri online del cimitero la donna ha scoperto che «esiste una piccola lapide con il nome di Celeste e il mio cognome che risale al 2015. Sono venuta subito a vedere. Quello che hanno fatto non è decoroso e non è rispettoso». Quando la donna ha scoperto la tomba con il suo cognome ha mandato una mail a Cathy La Torre, l'avvocato che ha aperto un indiritto per la consulenza dopo i casi di Roma, su cui ha aperto un'inchiesta la Procura di Roma. 

I feti abortiti vengono di solito sepolti da associazioni di volontariato antiabortiste, nel caso di Brescia se ne è fatta carico l’associazione cattolica del Movimento per la Vita che recupera i festi negli ospedali e si occupa di funerale e sepoltura. Non esiste in Italia l'obbligo di seppellire un prodotto abortivo”  entro la ventesima settimana, l'Asl si occupa dello smaltimento. Vanno invece i feti oltre la ventesima settimana. 

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