Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Brasile, medici obbligati a segnalare gli aborti alla polizia. L'Onu: «Non rispettati i diritti delle donne»

La protesta davanti a un ospedale a Recife per difendere il diritto di una bambina di 10 anni ad abortire
2 Minuti di Lettura
Martedì 29 Settembre 2020, 13:27

Le Nazioni Unite hanno inviato una lettera al governo del presidente brasiliano Jair Bolsonaro manifestando la loro «preoccupazione» per un decreto che ordina ai medici di inviare una segnalazione alla polizia prima di praticare un aborto. Nella comunicazione l'Onu esprime «preoccupazione perchè questa disposizione non è compatibile con i criteri internazionali sui diritti di donne e bambine alla dignità e all'integrità fisica». La lettera, firmata dalle relatrici dell'Onu sulla violenza contro le donne e sul diritto alla salute mentale, Dubravka Simonovic e Tlaleng Mofokeng, sostiene inoltre che il decreto brasiliano non è in sintonia con il «rispetto della vita privata e della salute sessuale» ed espone le donne ad un «trattamento crudele e denigrante». Questa iniziativa del Palazzo di Vetro è legata alla decisione del ministero della Sanità brasiliano che, a fine agosto, ha pubblicato un decreto che obbliga i medici ad inviare una segnalazione alla polizia prima di un intervento di interruzione della gravidanza anche per una minorenne o una donna stuprata, nonostante si tratti di una pratica autorizzata, in questi casi, da una specifica legge brasiliana. Il decreto, che porta la firma del ministro della Sanità, il generale Eduardo Pazuello, è stato pubblicato dopo che una bambina di dieci anni, violentata dallo zio, ha interrotto la sua gravidanza nello Stato di Pernambuco, non avendolo potuto fare nel suo Stato di residenza, Espritu Santo. Qui gruppi religiosi hanno assediato l'ospedale e realizzato pressioni sui medici affinché non praticassero l'aborto. E secondo un reportage del quotidiano Folha de Sao Paulo, la ministra per la Donna, la Famiglia ed i Diritti umani, Damares Alves, ha inviato suoi funzionari in Espritu Santo per impedire l'aborto.

Calcio, svolta in Brasile: le giocatrici guadagneranno come i colleghi uomini

Brasile, registra 6 aborti al giorno di bambine violentate tra i 10 e i 14 anni

Brasile , bimba di 10 anni incinta dopo lo stupro: protesta per difendere il suo diritto all'aborto

© RIPRODUZIONE RISERVATA