Giudice federale blocca la legge anti-aborto in Alabama

Martedì 29 Ottobre 2019
Marcia anti-aborto in Alabama
Stop alla legge anti-aborto in Alabama. Un giudice federale ha bloccato l'entrata in vigore delle norme che mettono fuori legge l'interruzione della gravidanza. Si tratta della misura più restrittiva del paese che in pratica etichetta come illegale l'aborto anche nei casi di stupro o di incesto.
Secondo il giudice la legge dell'Alabama, che sarebbe dovuta entrare in vigore il prossimo 15 novembre, è incostituzionale perché viola il diritto dell'individuo alla privacy e di fare scelte essenziali per la dignità personale e autonomia. «Sminuisce - continua il giudice - la capacità delle donne di agire nella società e di prendere decisioni in merito alla riproduttività. Sfida la Costituzione degli Stati Uniti».

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La legge approvata lo scorso maggio dal Senato dell'Alabama aveva scatenato polemiche e l'ira delle associazioni e delle star di Hollywood. L'unica eccezione alle norme è quella del rischio "serio" per la vita della futura mamma. Il caso dell'Alabama non è certo isolato: nei primi sei mesi del 2019 negli Stati Uniti sono state promulgate 21 leggi che in varia misura limitano l'aborto. Secondo il Guttmacher Institute, che fa analisi e ricerca su dati e politiche sulle interruzioni di gravidanza negli USA, in 28 stati sono state presentate proposte di legge che introducono una qualche forma di divieto di abortire. In 15 casi si tratta dei cosiddetti "heartbeat bill", provvedimenti che vieterebbero l'interruzione di gravidanza dopo le sei settimane». D'altronde, in America non esiste un'unica legge sull'aborto: ogni Stato può decidere da sé. 
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