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Gabicce, uova di lompo al posto del caviale: denunciato il Grand Hotel

Gabicce, uova di lompo al posto del caviale: denunciato il Grand Hotel
di Elisabetta Rossi
2 Minuti di Lettura
Sabato 16 Aprile 2016, 03:45 - Ultimo aggiornamento: 11:33

GABICCE (Pesaro e Urbino) - Il menù a 4 stelle per la cena della vigilia era già pronto e stampato per finire sugli splendidi tavoli del Grand Hotel di Gabicce Mare, quando un agente del Corpo della Forestale si è presentato in albergo per dei controlli di routine. E nel mirino del ranger c’è finito proprio quel menù. In particolare il risotto agli scampi e caviale. La divisa ha chiesto di poter vedere le pregiate uova di storione. E quando gliele hanno mostrate, si è accorto che si trattava in realtà di uova di lompo. Pesce anche lui, ma non di certo vip come lo storione.
Tanto che c’è una bella differenza di prezzo tra gli ambiti diamanti neri e le altre uova. La titolare dell’albergo, la nota imprenditrice Paola Michelacci, si è difesa ammettendo di aver fatto un errore. Così ha fatto subito correggere il menù. Ma ormai la frittata era fatta. E la Michelacci (difesa da un avvocato di Torino) è finita a processo per tentata frode nell’esercizio del commercio. Ieri mattina sono stati ascoltati davanti al giudice Stefano Marinelli e al pm Danilo Rabini, i vari testimoni, dall’agente della Forestale ai dipendenti del ristorante del Grande Hotel. È stato ascoltato anche il fornitore di caviale, che ha detto che quando questo finisce, l’azienda invia in automatico le uova di lompo. Non si ricordava però se avesse inviato in automatico anche le variazioni di prezzo. Le impiegate hanno confermato che la Michelacci si è subito prodigata nel far riscrivere il menù corretto. Per questo tipo di reato, la pena è di pochi mesi di arresto o un’ammenda fino a 3mila euro.     

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