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Tentato omicidio a Gabicce, l'accusato: «Mi sono soltanto difeso»

Tentato omicidio a Gabicce, l'accusato: «Mi sono soltanto difeso»
di Elisabetta Rossi
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 21 Ottobre 2015, 03:44 - Ultimo aggiornamento: 16:43

GABICCE (Pesaro e Urbino) - Ha detto di aver colpito perché si è sentito accerchiato. Per difesa. «Loro erano tre, uno mi teneva da dietro e un altro mi dava i pugni in faccia. È in quel momento che ho scagliato la bottiglia in aria. Non volevo fare male a nessuno. E invece ho fatto male proprio a un mio amico». Questa la versione che Daniel Binotti ha dato ieri mattina al gip di Rimini, Sonia Pasini, durante l'interrogatorio di garanzia. Sembrerebbe una nuova versione, dato che fino a ieri non era ancora emerso che fosse stato fronteggiato da tre e non da un solo ragazzo. «Il mio assistito ha il volto tumefatto, la bocca sanguinante» dice il difensore di Binotti, l'avvocato Maria Michelina Marsili.

Il racconto del 25enne è cominciato tra le lacrime. Col pensiero, dice l'avvocato Marsili, rivolto a Gianluca Pavone, il 27enne di Gabicce, vittima della colluttazione, che dopo due interventi chirurgici per strapparlo alla morte, è stato trasferito dal reparto di rianimazione a quello di otorinolaringoiatria dell'ospedale di Rimini. Dopo aver convalidato l'arresto, il gip ha ascoltato le richieste delle parti: custodia cautelare in carcere quella avanzata dal pm, arresti domiciliari quella della difesa. Il giudice ha preso tempo per decidere, ma già oggi potrebbe sciogliere la riserva e rendere nota la sua decisione sui provvedimenti richiesti.

Tentato omicidio è l'accusa che grava su Binotti, 25enne originario di Cattolica ma residente a Misano. Con la bottiglia, Binotti ha infatti provocato una profonda ferita al collo di Pavone, a pochissimi centimetri dalla giugulare. Quel gesto sconsiderato e pericoloso è stato il culmine di una serata tutt'altro che serena. Sabato sera Binotti era in compagnia della ragazza, Angelica, originaria di Imola. Dopo essere stati al Prince i due erano arrivati davanti alla discoteca Narciso di Misano. Ed è qui che è nato l'alterco tra i due. La giovane insisteva per entrare nel locale, Daniel invece non ne aveva voglia. Voleva che la fidanzata salisse in macchina con lui. La coppia ha cominciato a litigare e dalle parole, il ragazzo è passato ai fatti, mollandole un paio di ceffoni. Hanno assistito anche Pavone e gli amici che in quel momento stavano uscendo dal Narciso. Gianluca si è subito scagliato in difesa della ragazza, invitando l'amico a tenere le mani a posto. «Fatti gli affari tuoi» gli ha risposto Binotti. Poi, tra i due le acque si sono calmate. Daniel però ha ripreso la lite con la ragazza. A quel punto, Pavone e gli amici sono di nuovo intervenuti a difesa di Angelica. Ma a farne le spese è stato solo Gianluca che poco dopo si è accasciato a terra con un profondo taglio alla gola. Binotti, spaventato, si è dato alla fuga. Dopo avergli dato la caccia, carabinieri di Misano, insieme con quelli di Riccione, lo hanno ritrovato accucciato dietro un'auto nel parcheggio accanto alla discoteca Narciso. Ai polsi del 25enne (che ha un procedimento pendente per rissa) sono scattate le manette. «Ho fatto una cavolata» è quello che l'arrestato avrebbe subito detto mentre lo portavano in caserma.

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