Profughi a Pesaro, l'allarme
del sindacato di polizia:
«In questura senza controlli sanitari»

Mercoledì 24 Settembre 2014
PESARO - Lunedž sera sono arrivati a Pesaro nuovi profughi. Tra il personale di polizia c'Ť chi temi contagi per la mancata prevenzione.



¬ęLuned√¨ notte - scrive Marco Lanzi, segretario provinciale del Siulp - √® arrivato a Pesaro l’ennesimo massiccio contingente di profughi. Dal 24 marzo ne sono arrivati a Pesaro 440. Nessuno si sogna di mettere in discussione il dovere umanitario di salvare e soccorrere uomini, donne e bambini in fuga da paesi dove guerre, malattie e fame mietono migliaia di vittime ogni giorno. Quello che contestiamo √® il fatto che siamo costretti a lavorare senza adeguati protocolli di tutela sanitaria. Le nuove direttive ministeriali prevedono che i profughi appena sbarcati siano trasferiti nelle varie questure italiane, per essere sottoposti alle procedure di identificazione e fotosegnalamento. E’ evidente, basterebbe il buon senso ad indicarlo, che √® indispensabile, prima di farli entrare negli Uffici di una Questura frequentati giornalmente anche dai cittadini, eseguire degli accertamenti medico sanitari sullo stato di salute di questi stranieri, soprattutto per scongiurare che siano affetti da malattie contagiose. Proprio per tale motivo, tutte le altre Questure, a cominciare da Rimini e Ancona, sottopongono preventivamente i profughi ad accurati controlli da parte di medici dell’ospedale e delle competenti autorit√† sanitarie. A Pesaro, i profughi vengono immediatamente condotti nei nostri Uffici senza nessuno screening sanitario, a parte quello sommario svolto al momento del loro sbarco. Possibile che nessuno nei nostri vertici istituzionali locali o qualcuno in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza abbia pensato di sottoporre ad adeguati controlli sanitari profughi provenienti da paesi e regioni ove malattie contagiose gravi e spesso anche fatali perl’uomo sono purtroppo largamente diffuse? Prima di prendere provvedimenti, come purtroppo spesso accade, aspettiamo il verificarsi dei primi casi di tubercolosi o di scabbia? Per la tutela dei rischi e della salute dei lavoratori sono previste delle sanzioni anche di carattere penale: nel caso questa situazione dovesse protrarsi denunceremo quanto sta avvenendo alle autorit√† competenti¬Ľ. Ultimo aggiornamento: 08:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA