Da Delta a Omicron con lo scudo dei vaccini: così si è sgonfiata nelle Marche l'ondata dei ricoveri Covid

Da Delta a Omicron con lo scudo dei vaccini: così si è sgonfiata nelle Marche l'ondata dei ricoveri Covid
di Lorenzo Sconocchini
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Giovedì 3 Marzo 2022, 06:00

ANCONA - Ora che la quarta ondata s’è sgonfiata, tanto da darci la netta impressione che l’epidemia stia srotolando i titoli di coda, ripensiamo al picco di un anno fa come a uno tsunami che stava travolgendo tutto, con le Marche in zona arancione e i reparti ospedalieri occupati per due terzi da pazienti Covid. Eppure oggi il virus Sars-Cov-2 continua a circolare nella nostra regione molto più che all’inizio del marzo 2021, con una diffusione più che doppia.

 

L’incidenza settimanale di nuovi casi ogni 100mila abitanti ieri segnava quota 631, contro i 285 di un anno fa, quando la variante Delta faceva impennare la curva dei contagi fino a raggiungere - il 13 marzo - un picco di 353 che pareva insostenibile per il sistema sanitario.
Il bollettino
Ieri, per stare solo al dato giornaliero, nelle Marche sono stati diagnosticati 1.092 casi di positività, mentre il 2 marzo 2021 ne erano stati accertati 415. E allora l’onda dei contagi stava ancora montando, mentre adesso siamo in piena frenata dopo aver raggiunto, sotto la spinta della contagiosissima variante Omicrom, picchi un anno fa inimmaginabili, con 2695 casi settimanali per 100mila abitanti raggiunti a fine gennaio. Eppure adesso i reparti Covid si svuotano e le Marche hanno parametri da zona bianca, anche se questa settimana sono in giallo, colore che comunque non comporta restrizioni per i possessori di Super Green Pass. A svoltare le sorti della lotta all’epidemia, in questo anno passato dalla grande paura del marzo 2021, è stata la campagna vaccinale, in un effetto combinato con la minore patogenicità della variante Omicron, capace di provocare malattie gravi quasi esclusivamente su soggetti non vaccinati o con altre serie patologie. Così continuano a scendere in picchiata i ricoveri per Covid.
La discesa ripida
Ieri il bollettino della Regione Marche segnava -25 in un giorno, con -3 ricoveri in terapia intensiva (scesi a 20) e -22 in area medica (176). I ricoveri totali per Covidi sono meno di 200, contro i quasi 650 di un anno fa. Il tasso di saturazione per Covid del totale dei posti letto è sceso al 7,8% in terapia intensiva e al 17,1% in area medica. Un anno fa, nel picco raggiunto a metà marzo, gli ospedali erano intasati dalla variante delta, con il 66% di occupazione per Covid in area medica e il 60% in terapia intensiva. Solo nell’ultima settimana, per rendere l’idea di quanto sia rapido lo svuotamento dei reparti Covid, i ricoveri sono diminuiti del 38% in intensiva e del 27% in area medica. Per fortuna anche la curva dei decessi correlati all’epidemia è in fase calante, anche se i bollettini restano dolorosi: con le quattro di ieri tra 85 e 95 anni, nell’ultima settimana sono state 35 le vittime del virus. Un anno fa, nell’ultima settimana di febbraio, c’erano stati 68 morti, e il peggio doveva arrivare. Il pericolo maggiore adesso è che troppe persone - davanti alla prospettiva di un’eliminazione graduale dell’obbligo di Green pass che inizierà il 31 marzo e potrebbe finire il 15 giugno - considerino la partita chiusa rinunciando alla dose booster. Un fenomeno attentamente monitorato dall’Osservatorio epidemiologico della Regione, che meno di un mese fa aveva stimato in circa 200mila i marchigiani con il pass in scadenza tra marzo e aprile che non si erano ancora prenotati per la terza dose. Secondo l’ultimo report della Fondazione Gimbe, nelle Marche ha completato il ciclo vaccinale l’80,5% della popolazione (media Italia 83%) a cui si aggiunge un ulteriore 1,8% (media Italia 2,4%) con solo la prima dose. Siamo molto indietro nella vaccinazione pediatrica: la popolazione 5-11 anni con ciclo vaccinale completo nelle Marche è al 16,3% (media Italia 28,8%) più un 5,4% (media Italia 7,9%) solo con prima dose.

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