Luciano Porcarelli, batterista si accascia e muore davanti alla gente al concerto: la sua band sotto choc

La tragedia durante le "Catine aperte" a Staffolo, nelle Marche

Luciano Porcarelli, batterista si accascia e muore davanti alla gente al concerto: la sua band sotto choc
di Talita Frezzi
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Lunedì 27 Maggio 2024, 07:10 - Ultimo aggiornamento: 08:14

STAFFOLO Stava suonando con i suoi compagni della Esino River Band, quando improvvisamente si è accasciato a terra privo di sensi. Inutili i soccorsi, le disperate manovre rianimatorie. Il cuore ha smesso di battere, improvvisamente, con l’ultimo rullo della sua batteria. E’ morto così Luciano Porcarelli, 71 anni, titolare insieme al cugino Massimo della storica Gelateria Ciro & Pio di viale della Vittoria a Jesi.

Il dolore

La tragedia si è consumata ieri pomeriggio, verso le 19.30, nell’azienda agricola Zaccagnini, in contrada Salmàgina di Staffolo. Con l’evento Cantine Aperte erano in programma degustazioni guidate con l’enologo nei vigneti biologici, assaggi di prodotti tipici e il concerto all’esterno della Esino River Band, con il suo repertorio blues e rock’n roll a concludere in maniera frizzante la giornata. Invece, la chiusura è stata delle peggiori.

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Mentre la band si stava esibendo davanti a un folto pubblico, Luciano - che avrebbe compiuto 72 anni il 24 ottobre prossimo - ha iniziato a stare male.

Il respiro che manca, le mani che abbandonano le bacchette. E lui che improvvisamente si accascia a terra, nello choc generale. I compagni della band smettono di suonare, si gettano su di lui cercando di rianimarlo. Partono le chiamate al 112, tante. In pochi minuti sul posto arrivano a sirene spiegate l’automedica del 118 di Jesi con un’ambulanza della Croce verde di Cupramontana. Ma è tutto inutile. Niente serve a cambiare le sorti del povero Luciano, stroncato da un malore che non gli ha lasciato scampo. Il folto pubblico, spaventato, si dissipa e si allontana. La manifestazione viene interrotta. I volti dei musicisti si rigano di lacrime. Interviene anche una pattuglia dei carabinieri di Staffolo.

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Il medico del 118 accerta il decesso per cause naturali, sopraggiunto per un arresto cardiaco, pertanto il magistrato di turno della procura – contattato dai militari – autorizza la restituzione della salma alla famiglia. Nella tarda serata i carabinieri hanno avuto il difficile compito di contattare i congiunti: il figlio Luca (che nel 2012 gli aveva regalato la gioia immensa di un nipotino) e il cugino Massimo, socio della Gelateria jesina fondata dai loro genitori, i fratelli Ciro e Pio Porcarelli nel lontano 1952. La notizia già in tarda serata era rimbalzata in città, dove Luciano era molto conosciuto e stimato. Tanta la solidarietà e la vicinanza ai suoi cari, così come forte lo sgomento per una morte così improvvisa.

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