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Marche, imprenditore jesino accusato di truffa per favorire Cosa Nostra

Marche, imprenditore jesino accusato di truffa per favorire Cosa Nostra
di Stefano Pagliarini
1 Minuto di Lettura
Venerdì 18 Luglio 2014, 08:53 - Ultimo aggiornamento: 09:57
ANCONA - Imprenditore di Jesi accusato di truffa per favorire Cosa Nostra. L'inchiesta choc emerge davanti al Tribunale di Ancona. Nove milioni di euro sono i soldi pubblici che avrebbero tentato di far arrivare alla mafia, passando per una banca di Jesi. Il tutto tramite un falso progetto, utile per ottenere fondi pubblici. Per questo è finito sotto processo con l’accusa di truffa un imprenditore jesino. Insieme a lui c’è anche un architetto di Agrigento e un trapanese già in carcere per reati connessi alla mafia.



Secondo l’accusa del pm Rosario Lioniello, i tre si sarebbero accordati per cercare di ottenere fondi del Ministero delle Attività Produttive. Hanno presentato un progetto con tanto di business plan descrittivo per la costruzione di un opificio in un terreno della provincia di Trapani. Un progetto fittizio che serviva solo per far arrivare i 9 milioni di euro dal Ministero. Una movimentazione che però insospettì i vertici nazionali della Guardia di Finanza, se non altro perché 9 milioni di euro per un’opera così isolata e poco funzionale al territorio, nelle campagne trapanesi, suonò come un campanello d’allarme.