Fondazione Carifano fa causa per 6 milioni a Nuova Banca delle Marche

Giovedì 7 Aprile 2016 di Osvaldo Scatassi
FANO 8Pesaro e Urbino) - Nuova Banca delle Marche e la società di revisione Price Waterhouse Coopers saranno chiamate in Tribunale da Fondazione Carifano, che ha deciso di chiedere danni per un totale di poco inferiore a 6 milioni e 171.000 euro.
Si punta a recuperare la somma pagata per l’aumento di capitale Banca Marche nel febbraio-marzo 2012. La causa può essere un’opportunità per i piccoli azionisti, danneggiati a loro volta dal crack dell’istituto di credito, che altrimenti non avrebbero interesse nell’affrontare rilevanti spese per essere risarciti di investimenti limitati. Qualora si associno alla richiesta di risarcimento, l’assistenza legale sarà gratuita, perché Fondazione Carifano ha scelto di farsene carico per intero. In caso di vittoria, i piccoli azionisti dovranno però riconoscere un compenso forfettario all’avvocato milanese Roberto Pozzi, che patrocina la fondazione fanese. L’onorario del legale sarà «molto inferiore al 10 per cento dell’importo riconosciuto». Le adesioni dovranno essere comunicate a Fondazione Carifano entro il 30 aprile. «Ci ha indotto in errore il prospetto informativo sull’aumento di capitale: se la situazione di Banca Marche fosse stata descritta in modo preciso, non avremmo avuto interesse a sottoscrivere l’operazione», ha detto ieri Fabio Tombari, presidente di Fondazione Carifano, illustrando le ragioni dell’azione risarcitoria, che agli inizi del mese prossimo sarà depositata al Tribunale di Milano dall’avvocato Pozzi. «Il prospetto – ha aggiunto il legale – non presentava informazioni genuine riguardo sia la consistenza patrimoniale sia le prospettive reddituali dello stesso istituto. Si è dunque stabilito di promuovere un giudizio risarcitorio nei confronti di Nuova Banca delle Marche e di Price Waterhouse Coopers, che ha certificato i bilanci e validato le prospettive». Fondazione Carifano ha investito 45 milioni in Banca Marche. Una gran parte, fra 38 e 39 milioni, è stata bruciata dall’azzeramento delle azioni. Per recuperarne almeno una parte, il presidente Tombari aspetta l’esito delle indagini: ieri ha confermato che l’ente si costituirà parte civile in caso di eventuali rinvii a giudizio. La battaglia legale è già iniziata, invece, per gli oltre 6 milioni relativi all’aumento di capitale. «L’operazione drenò 180 milioni in totale, rendendo più povera l’intera regione», ha aggiunto Tombari. «Fu presentata come necessaria al rispetto dei requisiti patrimoniali, ma la realtà della situazione, gravissima, si manifestò solo 6 – 7 mesi più tardi». Ultimo aggiornamento: 21:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Viaggiare e lavorare, vita da nomade digitale

di Mauro Evangelisti

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma