Macerata, cuciva gli abiti per le Barbie
ora veste le star del cinema

Martedì 9 Febbraio 2016 di Alessandra Bruno
Federica Bellesi stilista
MACERATA - Federica Bellesi, la "Coco Chanel marchigiana", sfonda a Milano ed entra nell'impero della moda accanto ai big: «Emozioni e cuore, ecco il segreto del mio successo». Una abbondante dose di talento, un innato gusto per il fashion e un'eleganza sconfinata. In due parole, Federica Bellesi. La 23enne di Passo di Treia ha sempre saputo che da grande avrebbe fatto la stilista: «Fin da bambina - ricorda - non dormivo con l'orsacchiotto, ma con una camicetta in seta di mia madre: l'ho portata fino a consumarla e ora che è ridotta a un pezzo di stoffa la conservo gelosamente. Cucivo gli abiti per le Barbie, non ci giocavo solo».

A 19 anni la giovane si è iscritta al Poliarte di Ancona, ma ha lasciato presto gli studi per lanciarsi nella sua carriera, avendo tra le dita tutto quello di cui aveva bisogno. Nel 2014 l'inaugurazione del brand "Federica Bellesi", lo stesso nome che porta il negozio aperto nella sua città natale. Partita dalle sfilate in zona, la stilista ha partecipato alla fashion week di Pechino, al Fuorisalone del mobile di Milano ed è entrata di diritto tra i grandi marchi di Hyper Room, lo showroom milanese in cui gravitano aziende importanti, di cui molte marchigiane. I suoi capi impeccabili, curati in ogni singolo dettaglio, non sono sfuggiti ai vip nostrani: «Ho vestito in diverse occasioni Sara Salvi, Siria, Sarah Maestri, Maria Amelia Monti e Sabrina Ferilli - confida - I miei abiti si vedranno al cinema in "Come saltano i pesci", il film di Alessandro Valori con Simone Riccioni e Biagio Izzo».

La prossima deadline è fissata al 28 febbraio: «Presenterò a Milano la nuova collezione spring/summer nel corso di una sfilata all'interno dello showrooom - anticipa Federica - La linea è ispirata agli anni Cinquanta, gli abiti hanno un tocco ironico e vintage, con tanti colori pastello e fantasie geometriche. Quella invernale OSA, acronimo di "osare", "stile" e "autorità" è andata molto bene. L'ispirazione nasce spontaneamente, è dentro di me. Ho rinunciato a tante serate, passando la nottata a cucire, senza mai sentire la fatica. Era il mio sogno, mi sono messa in gioco e ce l'ho fatta» © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

“Casa mia è piena di gente”. E menomale che si chiama isolamento

di Veronica Cursi