Salvatore Cazzato, primario di Pediatria del Salesi: «Anche sui piccoli meglio prevenire, sono saliti casi sintomatici e ricoveri»

Salvatore Cazzato, primario di Pediatria del Salesi
di Martina Marinangeli
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Venerdì 3 Dicembre 2021, 03:30 - Ultimo aggiornamento: 15:24

Dottor Salvatore Cazzato, primario di Pediatria all’ospedale Salesi di Ancona, dal 16 dicembre inizieranno le vaccinazioni nella fascia d’età 5-11 anni: è giusto immunizzare anche i bambini?
«È importante vaccinare questa fascia d’età perché abbiamo visto un incremento dei casi positivi e dei ricoveri per Covid 19 nei bambini più piccoli. Questo significa che il virus circola in questa fetta di popolazione. Visto che abbiamo a disposizione un’arma di prevenzione, è giusto offrirla anche a questa fascia». 

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Quindi anche i più piccoli rischiano la forma grave della malattia? 
«L’obiettivo principale del vaccino è proprio proteggere il bambino da una potenziale malattia grave che, benché rara nei più piccoli, è comunque possibile. Inoltre, serve a ridurre la circolazione del virus nella popolazione e, di conseguenza, le varianti. Le ultime che stanno emergendo sono molto contagiose e hanno colpito in maniera particolare i bambini perché facevano parte di quella fascia non vaccinata». 
Avete pazienti Covid ricoverati nel reparto di Pediatria? 
«Sì, abbiamo costantemente dei ricoveri nell’area Covid in Pediatria, cosa che l’anno scorso non vedevamo. C’è stato un incremento importante dei contagi nei bambini in età scolare». 
Cosa direbbe a chi ha dubbi sulla necessità di vaccinare il proprio figlio?
«Abbiamo visto bambini contrarre il virus, arrivando anche a forme piuttosto gravi della malattia, persino alla terapia intensiva. Inoltre, non va trascurato il discorso del long Covid: i bambini possono presentare delle complicanze con esiti a distanza. È sempre meglio prevenire l’infezione piuttosto che contrarla».
È sicuro il vaccino per i bambini?
«Nello studio che è stato fatto, il vaccino si è dimostrato sicuro ed efficace al 90% nel prevenire la malattia. Dubbi è lecito averli: la popolazione studiata non è ampia, però è sufficiente affinché le autorità regolatorie potessero approvare l’utilizzo della prevenzione vaccinale anche nei bambini piccoli». 
Come sarà il vaccino dei bimbi rispetto a quello degli adulti? 
«Viene somministrato un terzo della dose di vaccino a mRna inoculato agli aduli. Poi c’è il richiamo dopo tre settimane». 
Uno dei dubbi mossi sul vaccino alla fascia 5-11 anni è che la fase di sperimentazione sia stata troppo breve: come risponde? 
«Ammetto che la sperimentazione sia stata condotta su un numero non elevatissimo di bambini, ma comunque è sufficiente per permetterne l’approvazione. Gli effetti collaterali sono molto rari: la vaccinazione a questa fascia è già partita negli Usa ed in Israele, e non sono riportate reazioni avverse importanti. Se non si procede con la vaccinazione, si rischia l’infezione, che dà effetti molto più importanti rispetto a quelli che potenzialmente potrebbe dare la vaccinazione». 
Meglio la vaccinazione, quindi.
«Il vantaggio è sempre dalla parte della vaccinazione. I dati che abbiamo a disposizione sono a mio avviso sufficienti per poter vaccinare con una certa tranquillità e con notevoli vantaggi».
Per convincere i genitori sarà fondamentale il contributo dei pediatri.
«Bisogna parlare con i genitori, rispondendo alle loro domande ed ai loro dubbi, da ascoltare sempre attentamente. E bisogna parlare anche con i bambini, informarli su quello che facciamo».

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