Ancona, Moody's su Banca Marche: anche con l'intervento del Fondo obbligazioni a rischio

Giovedì 15 Ottobre 2015 di Claudia Grandi
ANCONA - L'impegno del Fondo Interbancario Tutela Depositi per il salvataggio di Banca Marche, un intervento da 1-1,5 miliardi di euro, potrebbe non essere sufficiente per tenere al riparo gli obbligazionisti non garantiti. Se l'Unione Europea dovesse considerare questa misura contraria alle regole sugli aiuti di Stato, i possessori di obbligazioni junior (non garantiti) potrebbero infatti subire comunque delle perdite.



Lo rivela l'agenzia Moody's in un rapporto in cui ricorda che la Commissione europea sta esaminando un caso simile relativo alla Banca Tercas. Anche questo istituto di credito, come è previsto accada per Banca Marche, è stato salvato dal Fondo interbancario, per poi passare sotto la Popolare di Bari. Su questo intervento l'Antitrust europeo ha aperto a febbraio un'indagine, per verificare se sia in linea con le regole comunitarie sugli aiuti di Stato.



Fondamentale, al di là di Bruxelles, è comunque il fattore tempo. Se il salvataggio non avverà entro il 31 dicembre 2015, a farsi carico del salvataggio, in nuovo regime di bail in, saranno gli azionisti e, a seguire, gli obbligazionisti, i creditori non assistiti da garanzie e infine i correntisti "non protetti" per i depositi sopra i 100mila euro. Ultimo aggiornamento: 18:25