Sentinella della pioggia: ecco l'ottava puntata sul Messaggero

Sabato 10 Agosto 2019 di Tatiana De Rosnay
Sentinelle della pioggia: ecco l'ottava puntata sul Messaggero

Il mio posto preferito era su vicino agli alberi. Anche alla ragazza piaceva. Leggeva un libro all'ombra mentre costruivo una casa sull'albero.
Per me gli alberi erano al cuore delle cose. Avevo quattro anni, ma già lo sentivo.
Lei aveva la pelle più bianca che avessi mai visto. È stata la mia prima cotta. Si chiamava Suzanne. Quando sento quel nome, qualcosa dentro di me si spezza.

Alle otto di domenica mattina, un sms di Oriel sveglia Linden. Sei ancora a Parigi? La Senna cresce troppo rapidamente. Accende la tv. La Senna è salita di un metro, raggiungendo le cosce dello Zuavo.
Sì, la Senna lo preoccupa, ma non è niente in confronto al pensiero del padre.
Deve cancellare le loro partenze e scoprire se l'albergo può ospitarli ancora qualche giorno. Scende alla reception. Nessun problema per la camera dei genitori e di Tilia, ma la sua non è libera, dovrà dormire con la sorella.

Bussa alla porta della madre, apre Tilia, non deve quasi aver chiuso occhio. Domanda se ci sono notizie dall'ospedale. Lui scuote il capo.
Mamma ha la febbre molto alta e una tosse tremenda bisbiglia.
Quando vede il viso della madre, Linden capisce che non è una semplice influenza. È rossa, gli occhi incavati. Devono chiamare un medico. Tilia concorda e chiama la reception. Entro un'ora arriverà un dottore. Tilia prova a scherzare su come il loro raduno di famiglia si stia trasformando in un incubo. Linden ridacchia con scarso entusiasmo. Poi suggerisce alla sorella di riposare, alla madre adesso ci pensa lui.
Lauren ha gli occhi chiusi, di tanto in tanto tossisce. Farebbe qualsiasi cosa per riportare il padre lì. Sul comodino, nota gli occhiali da lettura di Paul e un libro, L'uomo che piantava gli alberi di Jean Giono. È un volumetto sottile. All'interno una dedica: A Paul Malegarde, l'Elzéard Bouffier dei nostri giorni, con la mia somma ammirazione. Non distingue la firma. Deve essere un regalo di uno dei tanti devoti del padre. Scorrendo il testo, capisce che Elzéard Bouffier è il protagonista della storia, il pastore silenzioso della Provenza che da solo ha piantato un'intera foresta ristabilendo l'ecosistema prosciugato della valle deserta. Il padre è considerato un eroe del genere da tanti.

Il telefono di Lauren vibra. Lei non fa il minimo tentativo di rispondere. Dopoun po' ricomincia. Linden lo prende. Forse riguarda Paul. Sullo schermo appare un nome vagamente familiare: Jeff-VDH. Poi ricorda. Jeffrey van der Haagen. Il fidanzato con cui stava la madre prima di conoscere Paul. Un'estate era andato a Vénozan, anni prima, con moglie e figlie. Un uomo noioso, ma gentile.

Bussano alla porta, è il medico. L'uomo visita Lauren e annuncia con tono piatto che ha una brutta influenza. Deve prendere un farmaco per abbassare la temperatura e riposare. Appena va via, Linden chiama la sorella per informarla e cancella i biglietti dei treni e degli aerei. Si chiede se debba chiamare Marie, la zia. Il padre non è molto legato alla sorella. Decide di aspettare di parlare con la dottoressa Yvon. Affida Lauren alle cure di Tilia e, tornato in camera, manda un'email alla sua agente spiegandole la situazione. Ha un lavoro importante previsto per questo martedì, il ritratto una senatrice che ha acconsentito a essere fotografata con la sua famiglia. Dovrà aspettare, o Rachel dovrà mandare un altro fotografo.

Deve uscire. È escluso che riesca a sedersi davanti alla tv, a guardare la Senna crescere di ora in ora. Prende il cappotto e va via. Si siede in un caffè e ordina una cioccolata calda. Chiede al cameriere il codice per il Wi-Fi e googla ictus. Vorrebbe non averlo fatto. Più legge, più aumenta l'ansia.
Ha paura, ma non dovrà mostrarlo a Paul. È quello che fanno i genitori, no? Proteggono i loro figli; non lasciano mai che capiscano che hanno paura. Ora dovrà farlo lui per il padre.
Guarda le notizie della Senna. Lunedì il governo di certo lancerà il Piano Nettuno, pensato per i casi di estrema emergenza.

Arrivato all'ospedale, domanda della dottoressa Yvon. Un'infermiera indaffarata gli dice che non tornerà prima di martedì mattina. Si sente disorientato. Chiede se può vedere il padre, Paul Malegarde. Sì, certo, è nella stanza 24.
Paul è sdraiato, i tubi infilati nell'avambraccio e dentro al naso. Ha gli occhi chiusi. Il viso deformato in un'espressione assurda, quasi come se stesse ridacchiando per una battuta sconcia. Delle macchine monitorano il cuore. Linden sente mancare il fiato.
Papà, sono io, sono qui.

Si siede accanto al letto. Il padre è in coma? Gli si avvicina, sussurra che Lauren ha l'influenza e Tilia si sta prendendo cura di lei. Paul sbatte le palpebre. Non parlerà mai più?
La porta si apre, entra un medico, il dottor Brunel, con un'infermiera. Visitano un altro paziente, poi passano a Paul.
Malegarde... dice il medico. Il fotografo?
Linden annuisce. Capita, ma in quel momento non se lo aspettava. Il dottor Brunel studia la cartella clinica di Paul e chiede all'infermiera di controllare pressione e temperatura. Poi gli apre le palpebre e gli illumina l'occhio con una lucina. Paul sbatte le palpebre. Il medico sembra soddisfatto. Scribacchia sulla cartella. Poi si rivolge a Linden. Paul ha bisogno di essere monitorato attentamente. Ancora è troppo presto per sapere con esattezza che danni ha subito il cervello, ma la situazione è stabile. Non sanno ancora se dovranno operarlo. È in coma? No, non lo è, è come un neonato che non riesce più a fare niente da solo. Dovrà imparare tutto da capo. La cosa migliore che può fare è parlargli lentamente e avere pazienza.

Quando vanno via, Linden fa un tentativo. Mormora piano a Paul che tutto si aggiusterà. È o non è il compleanno più strano che abbia mai festeggiato?
Appena Linden si ritrova di nuovo sotto la pioggia, il cellulare gli squilla. Riconosce la voce della zia Marie, la sorella minore di Paul. È una vedova sulla sessantina magra come uno stecchetto e dal viso austero. Vuole sapere come sta il fratello. Si era preoccupata perché non rispondeva alle chiamate di auguri e aveva chiamato Tilia. Linden le dice quello che sa. Mentre parlano, la immagina seduta nel soggiorno zeppo di cianfrusaglie, dove le tapparelle sono sempre chiuse anche in inverno. Linden le promette che la chiamerà se avrà altre notizie.

Ritorna in albergo di fretta. Ha ignorato le chiamate di Rachel. Vuole sapere come vanno le cose, e quando tornerà al lavoro. Non saprebbe cosa risponderle. La sua priorità è il padre. Domani tornerà in ospedale con il libro di Giono e lo leggerà a Paul ad alta voce.

Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 15:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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