"La cura", il libro come terapia per l'anima

"La cura", il libro come terapia per l'anima
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La cura (Fuorilinea editore, 252 pagine, 16 euro), il nuovo libro di Marco Testi, critico letterario e docente, ci parla della lettura come terapia per l’anima. Soprattutto in un periodo come questo in cui sono negati gli abbracci e la solitudine rischia di colpire coloro che non hanno possibilità di avere i propri cari vicino. È così che Testi ci presenta diversi tipi di cura attraverso il libro, accompagnandoci per un cammino in cui la cura viene approfondita secondo precisi argomenti.

Gli autori citati sono solo alcuni tra quelli presenti nel volume. Si inizia dalla cura dell’amore, in cui emergono, tra i tanti, autori come Bassani e persino Giovanni Paolo II, con il suo La bottega dell’orefice. E poi si procede con La cura nel raccontare, per se stessi e per gli altri, come spiega in un suo libro Franco Rella, o come suggerisce lo psicoanalista Erich Fromm. Vi è poi una cura nella lenta riscoperta di se stessi, e ci qui aiutano Elsa Morante o Walt Whitman o Tiziano Terzani. Come ignorare le possibilità terapeutiche della poesia, quando è davvero poesia, quella universale, se si leggono ad esempio la Achmatova, o Cristina Campo, perfino un Leopardi riscoperto nel suo sorprendente aspetto religioso, senza dimenticarci del punto fermo Eliot. E poi c’è la terapia della riscoperta di una bellezza che non ci aspetteremmo se seguissimo i vecchi canoni estetici, nel cammino quotidiano, come accade a Joyce, o al Jack London che si interessa non più di eroi avventurosi ma del proletariato di Londra. Per non dimenticarci delle epifanie urbane di Borges.

Ma molti sono stati salvati da una parola, da un brano contenuti in una canzone, quando questa canzone è tutt’uno con la poesia, come nel caso di Fabrizio De Andrè o Bob Dylan; e, se ne facciamo tesoro, anche la Storia con la maiuscola può esserci d’aiuto, se essa è attraversata da pensatori-scrittori che hanno coraggiosamente abbandonato mode e ismi per costruire speranze nuove. E il mito può aiutarci? Sì, se lo si legge con la giusta angolatura. Allora ecco che qui possono aiutarci grandi studiosi come Paul Ricoeur o Carl Gustav Jung. E ovviamente la cura per eccellenza, quella della speranza, se lasciamo parlare al nostro cuore Herman Hesse o Mario Pomilio, o un neurologo che può raccontare, avendo vissuto un’esperienza eccezionale, di realtà dell’anima. Per non parlare degli abissi di Dostoevskij o degli “eroi” così simili a noi di Chesterton. Un libro che si avvicina alla biblioterapia, guidata in questo caso da un esperto di libri che propone uno dei modi per arricchire il senso della propria vita, e non soltanto durante periodi eccezionali come quello del Covid.

Giovedì 10 Giugno 2021, 17:43
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