Gli abissi colorati di Francis Bacon: Cristina Portolano racconta l'arte a fumetti

Domenica 15 Settembre 2019 di Nicolas Lozito

La pittura è la mia unica fede, diceva Francis Bacon, artista irlandese tra i più importanti del secondo dopoguerra. O così gli fa dire Cristina Portolano, autrice della biografia a fumetti Francis Bacon. La violenza di una rosa, appena arrivato in libreria (Centauria libri, 128pp, 19,9€). Un libro che racconta, in un'oretta di lettura, la parabola di un uomo aggressivo, vizioso, iconoclasta. «Un maestro degli abissi», che ha fatto della sua desolazione uno stile. Celebri i suoi ritratti deturpati, il suo Papa Innocenzo X deformato dall'orrore, o il trittico Tre studi su Lucian Freud (suo amico e collega), che quando viene battuto all'asta Christie's, nel novembre 2013, diventa l'opera più pagata fino a quel momento, 142,4 milioni di dollari. Lui però è già morto da 21 anni, a Madrid nel 1992, solo, curato dalle suore che ha sempre odiato, e con il rimpianto di non aver saputo «dipingere le bocche come Monet disegnava i suoi tramonti», recita in un baloon della Portolano.

Nato a Dublino nel 1909, viene allontanato dalla sua famiglia molto giovane, perché già mostra le sue pulsioni omosessuali, e inizia così un lungo giro dell'Europa, sempre finanziato da amanti, mecenati, amici, gioco d'azzardo. Attorno a lui ci sono personaggi che diventeranno famosi, ma anche la sua nan, la sua tata, che non lo abbandona mai, angelo custode e forse, dicono alcuni, addirittura madre biologica di Bacon. La vita dell'artista procede per inciampi e improvvisi lampi di fama, genio e fortuna, con infinita dolcezza e altrettanta crudeltà.
Il volume, i cui diritti sono già stati venduti in Francia, è stato scelto come prima uscita di una collana appena nata per Centauria: una serie di biografie a fumetti dedicate ad artisti del Novecento, dove troveremo anche Pollock, Hopper e Klimt. Un dialogo lungo un secolo tra pittura e fumetto.

L'autrice, Cristina Portolano, napoletana classe 1986, è una scrittrice e disegnatrice da sempre affascinata dal borderline e dalla passione (nel 2017 ha pubblicato Non so chi sei sugli amori digitali) ma anche dal fronte didattico della creatività (ha pubblicato diversi libri per bambini e tiene corsi di disegno). Ed è proprio la sintesi tra queste due anime che fa la forza del libro. Perché ci mostra le tenebre di un uomo e assolve al compito a cui ogni libro dovrebbe puntare: incuriosire, per scatenare nuove letture, o mostre, o visioni (a fine del volume, c'è una biografia che comprende anche dei video). A volte manca di chiarezza, soprattutto per il lettore meno avviato alla storia dell'arte che può confondersi di fronte a troppa sintesi, ma è un libro coerente e curato in ogni dettaglio. Persino la paletta dei colori è calibrata con opere del suo soggetto. In pagina ci sono il malva, il rosso, il giallo acido e il blu. Le tinte di Francis Bacon, artista unico che ha preso gli incubi e li ha resi coloratissimi.

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