Dante, la sua idea di Roma nel libro “L’Italia di Dante” di Giulio Ferroni

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Mario Ajello
Dante, la sua idea di Roma nel libro “L’Italia di Dante” di Giulio Ferroni
I 150 anni di Roma Capitale si celebrano nel 2021 e i 700 anni dalla morte di Dante si celebrano a loro volta il prossimo anno. Unendo le due ricorrenze viene da ricordarsi che cosa è stata in Dante l’idea di Roma. E c’è un mastodontico libro di Giulio Ferroni che ce lo ricorda. Oltre mille pagine, titolo: “L’Italia di Dante”, edito dalla Nave di Teseo. Dopo aver passato la vita a studiare e insegnare la letteratura italiana, Ferroni – uno dei più grandi critici letterari viventi, professore emerito de La Sapienza di Roma – ha attraversato l’Italia prendendo come guida l’uomo senza il quale l’Italia non esisterebbe, né esisterebbe la lingua che parliamo, come non esisteremmo noi italiani: “Dante Alighieri aveva in mente un’Italia che nasceva dal modello classico e letterario. Il suo riferimento era l’Impero Romano. Il suo orizzonte era universale”.

Universale come l’idea di Roma. Scrive Ferroni: “La Rina antica e imperiale era per Dante la città per eccellenza, il centro di misura e controllo di un mondo pacificato e per lui condizione determinante dell’incarnazione di Cristo e dell’avvento del Cristianesimo, modello civile per ogni terreno governo, eletta a sede del papato ma punto di riferimento per l’atteso risorgere dell’impero. A chi spetta il potere temporale, distinto da quello spirituale che tocca solo al papato”. La grandezza l’eredità di Roma era un assillo di Dante e della cultura medievale.   Oggi questo assillo vale ancora e di fronte al declino attuale di Roma, allo sfascio e alle condizioni di invivibilità e di cattiva  amministrazione in cui versa quella che ancora potrebbe essere una capitale universale, le parole di Dante e lo straordinario libro di Ferroni servono a non dimenticare e a crederci ancora. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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