TERREMOTO

“Ai piedi della Laga”, un libro per raccontare il patrimonio artistico del Lazio ferito dal terremoto

Mercoledì 18 Dicembre 2019
“Ai piedi della Laga”, un libro per raccontare il patrimonio artistico del Lazio ferito dal terremoto

Oltre una sorte avversa. Potrebbe intitolarsi così la storia di Amatrice, Accumoli e dei borghi che costellano i Monti della Laga, Italia minore che scala le cronache solo per grandi catastrofi come accadde nella lunga stagione del terremoto del centro Italia del 2016 e 2017. Storia e cronaca ora si intrecciano nel libro 'Ai piedi della Laga', edito da Electa per la Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti, "per uno sguardo d'insieme al patrimonio culturale del Lazio ferito dal sisma".

Svelato in anteprima il volume della Fondazione Varrone sul terremoto di Amatrice e Accumoli, alla presentazione anche l'architetto Stefano Boeri

Una storia entusiasmante e dolente, quella di Amatrice, che Fondazione ed Electa avevano cominciato a raccontare nel 2015 col bel volume a cura di Anna Imponente e Rossana Torlontano, al quale seguì nel 2016 il volume Rinascite, edito anche quello da Electa con il catalogo delle opere d'arte salvate dal terremoto e messe in mostra a Roma nei mesi successivi, e un secondo volume Rinascite, dedicato alle attività di recupero e conservazione del patrimonio reatino.

La biblioteca di Amatrice si arricchisce ora di questo nuovo libro che vuole spingere un po' più avanti la ricerca storica, la ricognizione dell'esistente e il dibattito sulla ricostruzione. Il volume - 223 pagine a colori, aperto dalla prefazione del ministro ai Beni culturali Dario Franceschini - è stato presentato oggi a Rieti e sarà in vendita in tutta Italia dal 14 gennaio. Venti gli autori che hanno dato il loro contributo all'opera, curata da Paola Refice, soprintendente ai Beni Archeologici, Belle Arti e Paesaggio delle province di Frosinone, Latina e Rieti, Monica Grossi, soprintendente ai Beni Archivistici e Bibliografici del Lazio e Paolo Iannelli, soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma, con il coordinamento editoriale di Giuseppe Cassio, ispettore di zona della Soprintendenza. Il libro è il primo passo di un percorso più lungo promosso dalla Fondazione Varrone insieme a Soprintendenze, Comuni e Diocesi di Rieti e che comprende l'avvio, a gennaio, di un laboratorio di restauro a Palazzo Dosi e, in primavera, l'apertura di una grande mostra a Palazzo Potenziani dedicata all'arte sacra dei paesi della Laga.

"Con questo libro proviamo a fissare su carta la memoria del patrimonio artistico andato perduto e per immaginare un nuovo futuro per ciò che si è salvato o che potrà essere ricostruito - spiega il presidente della Fondazione Varrone, Antonio D'Onofrio - Il libro rappresenta anche il tentativo di sottrarre il dibattito sulla ricostruzione al rumore dei social e alla dittatura del tempo-reale per consegnarlo ad una dimensione più meditata e approfondita, pur se consapevoli del rischio che ora corrono quei borghi. E cioè dopo la ferita della distruzione patiscano anche quella dell'abbandono".

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