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Il carabiniere ucciso in Congo sarà sepolto nel giardino della casa di famiglia a Sonnino

Il carabiniere ucciso in Congo sarà sepolto nel giardino della casa di famiglia a Sonnino
di Marco Cusumano
3 Minuti di Lettura
Martedì 3 Maggio 2022, 12:51

E' stato Vittorio Iacovacci a esprimere questo desiderio prima di partire per il Congo: «Se dovesse accadermi qualcosa vorrei essere sepolto a casa mia, qui a Sonnino».

Un desiderio che ora potrà diventare realtà grazie all'impegno dell'intera comunità di Sonnino, dell'Arma dei Carabinieri e della Prefettura di Latina. La richiesta era stata avanzata dai familiari del carabiniere Medaglia d'oro al valore militare, ucciso il 22 febbraio 2021 in un agguato avvenuto in Congo, dove era in missione per proteggere l'ambasciatore italiano Luca Attanasio, anche lui deceduto insieme all'autista Mustapha Milambo.
Vittorio era legatissimo alla sua terra, in particolare alla frazione di Capocroce dove è cresciuto nella casa dei genitori, insieme alla sorella, e dove aveva intenzione di tornare a vivere con la sua futura moglie, una volta terminata la missione all'estero. Appena tre mesi fa, proprio a Capocroce, è stata inaugurata una stele in memoria del militare caduto in servizio, posizionata all'interno del parco giochi frequentato da tanti bambini.
Ma adesso, al termine di una complessa procedura prevista esclusivamente in condizioni di eccezionalità, il Comune di Sonnino ha autorizzato il progetto per la realizzazione di un monumento funebre, una sorta di mausoleo, dove sarà trasferita la salma di Vittorio Iacovacci, attualmente sepolta nel cimitero comunale.

«E' un caso praticamente senza precedenti - spiega il sindaco di Sonnino Luciano De Angelis - frutto di un lungo e complesso iter che abbiamo portato avanti insieme alla Prefettura di Latina e al comando dei Carabinieri». I familiari del militare hanno voluto ringraziare personalmente, alla presenza del comandante provinciale dei carabinieri di Latina, Lorenzo D'Aloia, il Prefetto Maurizio Falco, per aver coordinato il complesso ed articolato iter amministrativo che ha coinvolto una serie di enti locali e soggetti privati per i pareri di competenza.
La tomba sarà realizzata all'interno del giardino di casa Iacovacci ma dovrà essere accessibile a tutti, con un ingresso indipendente. Di fatto sarà una costola del cimitero comunale, una sorta di area cogestita da famiglia e Comune. Un caso senza precedenti in Italia, dove l'unica richiesta simile pare sia arrivata da Silvio Berlusconi che desidera essere sepolto nella sua villa in Sardegna.

Il colonnello Lorenzo D'Aloia ha ringraziato il Prefetto Maurizio Falco e il sindaco Luciano De Angelis «per la particolare sensibilità manifestata nei confronti della famiglia Iacovacci e per l'impegno profuso nel raggiungere un così importante risultato che contribuirà a dare massimo lustro alla memoria di un esemplare servitore dello Stato».
 

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