Tiziano Ferro a Cori sulla tomba dei nonni, poi al “Francioni” e oggi compleanno in famiglia

Venerdì 21 Febbraio 2020 di Monica Forlivesi
“Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21/2/1980. Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema. Non provateci nemmeno. Ho 40 anni ormai!” Si chiude così la lettera di Tiziano Ferro, letta sul palco dell’Ariston di Sanremo, due settimane fa. Oggi il cantautore di Latina compie 40 anni e sarà proprio qui, nella sua città, dove è arrivato qualche giorno fa e dove festeggerà con la famiglia e gli amici più cari. Una festa in casa, di quelle belle e piene di calore, nella sua Latina, magari nella sua nuova casa.
Ieri intanto ha visitato un altro posto dell’anima, dove affondano le sue radici, Cori. Lì vivevano i suoi nonni, la sua amatissima nonna Margherita, scomparsa di recente. In mattinata è arrivato con la troupe con la quale sta girando un documentario sulla sua vita e carriera che sarà possibile vedere a partire da giugno su Amazon Prime Video. E’ ormai da novembre che vive praticamente accompagnato, passo passo, dalle telecamere che stanno riprendendo pezzi di vita, luoghi, cose, volti che saranno uniti da un filo conduttore che porterà sugli schermi la storia di Tiziano Ferro.

A CORI
Ieri per due ore hanno girato nel cimitero di Cori, la voce si è sparsa e sono arrivati di corsa i fan. Tra questi anche Massimiliano Pistilli, che racconta: «Ci conoscevamo da bambini e poi da ragazzi, veniva dai nonni per le feste, la domenica o quando c’era il Carosello, scendeva per strada, al Sottorione, e giocava con noi, a pallone, facevamo altri giorni per strada. Era educatissimo, un po’ impacciato, un ragazzo d’oro come ora. Noi degli scalmanati, tanto che gli ho detto: ma ti ricordi di quando ti davamo gli scappellotti in testa? Lui si è messo a ridere e mi ha risposto: eh, eravate parecchio vivaci». Pistilli racconta che poi diversi di loro entrarono nel gruppo degli sbandieratori e avrebbero voluto anche Tiziano (nella foto a Cori con Melissa Pistilli), ma lui viveva a Latina, gli allenamenti sarebbero stati impossibili. 



Uscito dal cimitero il cantautore ha raggiunto il Tempio di Ercole, quindi i negozi del centro, una passeggiate, qualche acquisto e il ritorno a Latina. Nel pomeriggio, dopo l’intervista sulla “sua” panchina ai giardinetti di mercoledì, dove compose “Perdono”, è stata la volta di un’altra grande emozione, un altro luogo pieno di ricordi: lo stadio “Francioni”, la casa del Latina Calcio 1932 è stata a sua volta set del documentario che ripercorre sì la vita privata, ma anche e soprattutto quella artistica, quindi gli indimenticabili concerti che lo hanno visto protagonista nella sua città all’inizio della carriera. L’ultimo concerto a Latina proprio allo Stadio “Francioni” risale al 2007, un regalo immenso. Mentre camminava sul prato del rettangolo di gioco, qualcuno ha azzardato: Tiziano sarebbe il momento di fare un altro concerto qui. Lui ha risposto di sì, che forse è arrivato il momento di cantare di nuovo a casa. Ma la stessa domanda poche ore prima gliel’avevano fatta a Cori. In quel caso la risposta è stata diversa: «Difficilissimo, ma mi piacerebbe davvero tanto». Poi via, con un sorriso per tutti, un abbraccio e una foto a chiunque gliela chieda. «Una delle cose più belle è il suo sorriso, la sua felicità», ripetono i fan che lo hanno incontrato. Perché - come dice Tzn nella sua lettera per i 40 anni letta a Sanremo - la felicità non è un privilegio, è un diritto. Ultimo aggiornamento: 12:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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