Terracina, dalla didattica a distanza a un sogno digitale: nasce Radio Bianchini Smart

Sabato 6 Giugno 2020 di Rita Recchia
Gli studenti in videolezione con il professor Danilo Mastracco
“Amo la radio perché arriva dalla gente” cantava Eugenio Finardi alla fine degli anni ’70. Questa volta la radio arriva da un gruppo di studenti di Terracina ed è tutta digitale. Si chiama Rbs, Radio Bianchini Smart, e dentro c’è la creatività, le competenze digitali e i sogni di Nicola, Chiara, Renato, Salvatore, Riccardo, Giulia, Gabriella, Eleonora e Caterina della classe III B Sia (Sistemi Informativi Aziendali) dell’istituto tecnico statale “Arturo Bianchini”. Perché la didattica a distanza può voler dire anche questo: un professore che durante il lockdown propone alla classe di andare al di là della lezione normale, in un periodo in cui di normale c’è davvero poco, e propone di creare una radio web; un gruppo di studenti che si butta a capofitto nel progetto. E lì è iniziato il divertimento per tutti.

IL PROF
«Abbiamo colto l’essenza della didattica a distanza - racconta Danilo Mastracco, docente d’Informatica - I ragazzi si sono divertiti facendo allo stesso tempo un’esperienza pratica molto complessa». Alla fine il lavoro continuava, anzi, continua anche a videolezione spenta. Perché Rbs non resterà solo un progetto legato a un periodo strano in cui gli alunni si sono ritrovati chiusi in casa con tutti gli schemi saltati: la radio ha un suo sito così come il logo e lo stesso nome (in ballo c’era anche Cosmoradio). E poi ci sarà la comunicazione social con una pagina Facebook e un profilo Instagram. A settembre, quando si dovrebbe poter tornare a scuola, la radio avrà un suo spazio fisico, grazie alla disponibilità del dirigente scolastico Maurizio Trani, i ragazzi trasmetteranno da lì, gestendosi con le lezioni, e poi da casa.

«Quando ho letto il messaggio del professore su whatsapp mi si sono illuminati gli occhi- ci ha raccontato in videochiamata Nicola Nunziata, che ha coordinato l’attività tecnologica e i palinsesti- Ho trovato un video di 4 ore che spiegava come fare: l’ho guardato e sono partito a costruire la radio». La musica sarà il contorno perché a Rbs si fa sul serio: «Sarà una radio di partecipazione e la forza saranno le persone che si confronteranno su temi diversi». «Quando il prof mi ha proposto di occuparmi del sito della radio ho avuto qualche timore, ma poi mi sono buttata, anche con l’aiuto della professoressa Simona Ciocia, animatrice digitale: l’importante è smanettare», dice Chiara Bettucci. Li entusiasma anche l’idea che quando usciranno dal “Bianchini” potranno dire di aver lasciato una testimonianza concreta tra quei corridoi. E chissà, magari le voci di Rbs un giorno potranno arrivarci anche da frequenze nazionali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani