La piazza da intitolare, Ciccarelli: «Berlinguer, Almirante e i fascisti di una volta»

Domenica 9 Agosto 2020
La piazza che si vorrebbe intitolare ad Almirante e Berlinguer

L’intitolazione a Terracina della piazza Almirante-Berlinguer è una vicenda così strampalata da essere assurta agli onori della cronaca nazionale. Riconosciamolo: solo nella terra pontina, dove non a caso la gloria locale Antonio Pennacchi ha potuto coniare il termine fasciocomunista, poteva trovare asilo una simile corbelleria. Ma un conto è l’invenzione letteraria di uno scrittore per fotografare la propria, personale evoluzione, un altro ritenere che il “fascio comunismo” sia una categoria della politica. Ma a parte l’evidente impreparazione, quantomeno culturale, di chi amministra le nostre disgraziate lande, il fatto sollecita una domanda, una per ogni forza politica coinvolta in questo pateracchio. 
Prendiamo il PD. L’idea della fine della politica, “destra e sinistra non esistono più”, potrebbe giovare agli ex consiglieri eletti, a Terracina, nelle liste del PD e passati altrove ma, certamente, non al PD. Invece la direzione provinciale si è limitata a riprodurre le posizioni contrarie all’intitolazione di qualche autorevole esponente nazionale senza assumere iniziative politiche magari utili, anche, a rivitalizzare il partito locale. 
In compenso questo vuoto d’iniziativa è stato almeno riempito dal cosiddetto popolo della sinistra: in tanti hanno firmato un appello contro l’intitolazione. E per ultimo anche la famiglia Berlinguer si è schierata. 
E la destra? Perché la direzione provinciale non ha detto una parola? Il fatto impone una riflessione più generale perché la destra pontina non sa mai che pesci prendere con i suoi avi. Né li rinnega né li assume nel suo Pantheon: si limita a piccole operazioni toponomastiche, quasi sempre eseguite con mezzucci. Cominciò il sindaco Finestra, facendo credere che i giardinetti fossero già intitolati a Mussolini (Arnaldo) senza avere l’ardire, strano per un ardito, di aprire un confronto sul tema. Allo stesso modo, il presidente facente funzione di un consiglio provinciale decaduto, Salvatore De Monaco, fece approvare, nel chiuso di una giunta dedita ai soli affari correnti, l’intitolazione ad Almirante della rotonda di Borgo Sabotino. E ora questo ridicolo tentativo di mimetizzazione, nascondendosi addirittura dietro la figura di Berlinguer. 
Si va molto lontano dal vero ipotizzando che il primo a sentirsi offeso sarebbe proprio Almirante, visto che, per avere l’onore di una piazza, deve ricorrere alla copertura del suo antagonista politico per antonomasia? Scomodando ancora chi non c’è più, cosa avrebbe tuonato Tommaso Stabile di fronte a un simile inguacchio? E’ proprio vero: non ci sono più i fascisti di una volta… 
Marcello Ciccarelli
Ex dirigente Pci oggi osservatore della vita politica provinciale

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