Omicidio del sarto a Terracina: 30 anni confermati a Faiola, pena ridotta alla fidanzata

Giovedì 6 Febbraio 2020
Parziale riforma in appello della sentenza pronunciata nei confronti di Fabrizio Faiola, 36 anni di Fondi, e Georgeta Vaceanu, romena di 25 anni, accusati del sequestro e dell'omicidio del sarto 82enne Umberto Esposito, il cui corpo fu ritrovato nel marzo del 2017 nelle campagne di Terracina.

La prima Corte d'assise d'appello di Roma ha, infatti, confermato la condanna a 30 anni di reclusione emessa dal gup di Latina nei confronti di Faiola, mentre ha ridotto a 19 anni di carcere quella per la Vacenau; entrambi in primo grado avevano avuto 30 anni di reclusione ciascuno. La differenza di oggi è dovuta al fatto che, mentre per la Vaceanu è stata confermata la concessione delle attenuanti generiche, per Faiola il contrario; per entrambi poi sono state escluse le aggravanti della premeditazione e dell'utilizzo di sostanze venefiche.

La vicenda della morte di Esposito all'epoca ebbe grande risalto nell'opinione pubblica; il cadavere dell'anziano fu trovato incaprettatò e legato a un albero. Qualche giorno dopo il ritrovamento, furono eseguiti i fermi di Faiola e Vaceanu, poi portati a processo per le accuse di sequestro di persona, omicidio, rapina e falsificazione di titoli di credito (in appello assolti per questo reato) e indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento. Secondo la ricostruzione investigativa dei carabinieri, Esposito aveva avuto un appuntamento con la donna romena e il suo compagno; erano seguiti una sedazione, il sequestro e il trasporto in una zona di campagna, la stessa dove fu poi ritrovato. In aggiunta a tutto questo, secondo l'accusa, c'era stata l'appropriazione del bancomat dell'anziano, di una carta di credito e di un libretto degli assegni, con i quali nei giorni successivi alla scomparsa sarebbero stati effettuati diversi prelievi a Latina e alcuni acquisti in un centro commerciale di Formia. La morte di Esposito fu fatta risalire al 22 marzo 2017, dovuta probabilmente ad asfissia meccanica violenta; il corpo fu poi abbandonato nelle campagne di Terracina. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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