Terracina, rinuncia alla cassa integrazione per una stagione da parcheggiatore: Alarico Felici diventa il re dei selfie

Mercoledì 12 Agosto 2020 di Rita Cammarone
Alarico Felici con il suo professore di latino al liceo
Da oltre un mese e mezzo alla “sbarra” e non sentirlo. Anzi. E’ la storia di Alarico Felici, 53 anni compiuti in pieno lockdown con la paura nel petto per la pandemia in corso e per un futuro incerto, diventato un “cult” a Terracina. Impiegato all’agenzia Anxur Tours, a causa dell’emergenza si è ritrovato in cassa integrazione insieme ad altri colleghi. Poi il suo datore di lavoro, Giovanni Amuro, gli ha offerto un’alternativa. «Il mio capo, che è anche il titolare dell’hotel Torre del Sole, qui a Terracina – racconta Alarico – ci ha inviato una mail con la quale ci ha informato che era in procinto di assumere il personale stagionale per l’albergo e quindi ha chiesto chi di noi fosse interessato ad uscire dalla cassa integrazione per lavorare nei mesi estivi. Io non ci ho pensato neanche un minuto». Alarico è finito alla “sbarra”, a fare il parcheggiatore dell’albergo: «Il capo mi ha detto: guarda che si tratta di un lavoro sotto il sole, sentirai caldo e ti annoierai, ti dovrai dimenticare il sabato e la domenica liberi. “Non mi interessa - gli ho risposto - l’importante per me è portare a casa uno stipendio pieno. E non mi annoierò, perché sono un patito di fumetti e amo la musica”. Quel giorno ho pianto dalla gioia, non mi vergogno a dirlo».

Alarico ha in testa tutta la musica dei Pink Floyd e dei Rem. Annoiato non lo è stato mai in questo periodo, perché alla “sbarra” è accaduto qualcosa di inaspettato. Ha postato sui social i suoi primi selfie dal nuovo posto di lavoro e con qualche amico passato da quelle parti a salutarlo. «Si è scatenato il mondo - racconta - Subito una pioggia di like e poi un via vai di persone arrivate qui per un selfie. Io e mia moglie Rossana, un sabato sera, siamo usciti, ma non siamo riusciti a fare più di cinque passi senza essere fermati da conoscenti e non. Su Facebook mi sono arrivate centinaia di richieste di amicizia e altrettanti messaggi privati. Ma io non ho fatto nulla di straordinario: mi stupisce proprio». Alarico ha reagito nella maniera migliore per dare una sferzata alla sua vita diventata complicata per la pandemia.

Ha lasciato l’ufficio e si è rimesso in gioco: «Per molti fare il parcheggiatore è l’ultimo dei mestieri – dice - Ma mio padre mi ha insegnato che il lavoro è sempre dignitoso e che tutti i lavori meritano rispetto». L’uomo della “sbarra” ha conquistato il web e spalancato le porte alla socialità: «Chi passa da queste parti mi porta una bibita fresca, il gelato, la pizza, la frutta, ogni ben di Dio. Ma io non ho fatto nulla di straordinario, mi sono rimboccato le maniche e basta, ringrazio il capo per l’opportunità. Il problema lavoro non è risolto, perché non si sa cosa accadrà in futuro. Ma intanto, fino alla fine di agosto uno stipendio è assicurato».

La “sbarra” e oltre 200 selfie in poco più di un mese e mezzo, così il Covid ha cambiato la vita a un padre di famiglia: «Questo periodo della mia vita trascorso all’aperto, lontano dalla scrivania e dai numeri – dice il 53enne - lo sto attraversando con molta positività. Lavorare all’aria aperta mi fa bene, mi sta aiutando dal punto di vista psicologico». Alarico Felici nel suo album di Facebook ha collezionato una carrellata di volti di gente comune, coppie, intere famiglie, politici, volontari, giovani, anziani. Nei giorni scorsi a fargli visita è arrivata anche la sindaca di Terracina Roberta Tintari e qualche tempo prima il professor Mario Leone, suo docente di latino e italiano ai tempi del liceo. Insomma Alarico è sempre circondato dall’affetto dei suoi sostenitori, sempre più numerosi. © RIPRODUZIONE RISERVATA