Latina, strada in Q4: nuova causa milionaria

Sabato 8 Settembre 2018 di Elena Ganelli
E' l'ennesima storia di aree sottratte ai privati con procedure molto più che anomale per realizzare opere pubbliche quella che sta per affrontare l'amministrazione comunale di Latina in un procedimento giudiziario nel quale è stata citata dalla società proprietaria di alcuni terreni nel quartiere Q4 che, dopo essersi vista dare ragione sia dal Tar che dal Consiglio di Stato ma non avere visto neppure un euro, ha intentato una causa civile «innanzi il Tribunale di Latina, al fine di ottenere il risarcimento per il danno dovuto da occupazione illegittima delle aree distinte in Catasto al foglio 200, particelle nn.1319, e 1320 (originate per soppressione della particella ex mappale 220) su cui insistono opere di urbanizzazione primarie (viabilità) e secondarie, in alternativa la restituzione nel pristino stato», come si legge nella delibera con cui la Giunta ha dato mandato all'avvocatora di resistere in giudizio affidando l'incarico all'avvocato Francesco Di Legionio
ANNI SETTANTA
L'area in questione potrebbe costare cara, una cifra che potrebbe aggirarsi tra i 3 e i 4 milioni di euro. La vicenda prende il via alla fine degli anni 70 quando l'amministrazione comunale decide di realizzare la strada di collegamento tra i due quartieri nuovi Q4 e Q5 - viale Paganini - che passa davanti ai palazzoni e poi corre a fianco dell'Oasi Verde. I terreni necessari a realizzare quella che è un'opera di urbanizzazione primaria sono di proprietà della società Urbanizadora con sede e Caracas ma riferibile ad un noto imprenditore pontino. Le trattative tra privato ed ente locale si arenano e alla fine il Comune procede costruendo la strada - che sorge in area direzionale e dunque con un alto indice di cubatura - senza perfezionare alcuna delle procedure previste in questi casi: non avvia l'esproprio, non fa un'occupazione di urgenza ma dà vita a quella che viene definita un'occupazione illegittima.
LA CAUSA CIVILE
La procedura adottata ha indotto i proprietari ad avviare un'azione giudiziaria a carattere civile nei confronti del Comune, azione che ora sta per concludersi: quasi scontato immaginare che piazza del Popolo si vedrà condannata ad un pesante risarcimento del danno. Per ora l'ente ha deciso di resistere in giudizio in sede di procedimento davanti al giudice civile del Tribunale di Latina per far valere le proprie ragioni in udienza ma all'orizzonte si profila anche una soluzione alternativa. Pagare l'area.
LA STIMA
A valutare il quantum, cioè il valore del bene sottratto, dovrebbe essere l'Agenzia del territorio con una propria stima sul bene. Tale procedura è prevista dalla legislazione nei casi in cui un'opera ha una valenza fondamentale per la sua natura di pubblica utilità, quale è appunto la viabilità nei quartieri nuovi.
GLI ACCANTONAMENTI
Anche questa strada, comunque, non sarà indolore per le casse di piazza del Popolo, già in seria difficoltà per una serie di sentenze di risarcimento danni per vecchi espropri che soltanto negli ultimi due anni - come da sentenze del Tar e della Corte d'Appello - ammontano a circa otto milioni di euro. Nell'attesa il Comune dovrà cominciare a pensare di accantonare i fondi anche per questa evenienza (come accaduto per le altre cause) immobilizzando risorse che avrebbero potuto invece essere utilizzare per le manutenzioni delle scuole e delle strade. Ultimo aggiornamento: 15:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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