CORONAVIRUS

Latina, sportivi: cosa fare tra Covid e diritti, intervista a Giovanni Fontana

Venerdì 17 Aprile 2020 di Monica Forlivesi
L'avvocato Fontana con Carolina Kostner
L'avvocato Giovanni Fontana, di Sezze, è esperto di diritto sportivo, ha seguito fra gli altri i casi di Carolina Kostner e Andrew Howe, ora affronta il delicato momento che vivono sia i professionisti sia i dilettanti. Alle prese con il Covid 19, stipendi da ridurre se non rimborsi ai quali rinunciare. Un mondo, soprattutto quello minore, vastissimo ma con scarse tutele.

Le Leghe di calcio professionistico chiedono l'aiuto del Governo per i danni che stanno ricevendo dal blocco dei campionati, alcune società non vogliono pagare gli stipendi, qual'è la situazione?
«Credo che il nostro sistema abbia già le norme per dare una risposta ai quesiti che si stanno ponendo anche se, come spesso accade, una risposta va trovata interpretando nel caso concreto le norme che abbiamo già. Il nostro codice civile prevede la cosiddetta impossibilità sopravvenuta ovvero il fatto che una prestazione - quale può essere nel nostro caso quella del calciatore professionistico - sia diventata impossibile per una causa sopravvenuta e non imputabile al debitore. In questi casi il debitore non offre la sua prestazione ed il creditore ha diritto di non pagarne il corrispettivo».

E i contratti in essere?
«Vanno interpretati secondo buona fede e quando, come nel caso di specie, la sospensione è temporanea, le parti debbono trovare un accordo per salvare il rapporto. È anche questo il motivo che spinge a chiedere la ripresa dei campionati perché un campionato che magari finisce a luglio permette di salvare stagione e contratto, soprattutto per chi è all'ultimo anno di ingaggio con una società».

Ma la scadenza naturale non è il 30 giugno?
«Vero, per molti sport la stagione finisce a giugno, e questo sarà un problema da superare ma è fattibile con una norma federale che posticipi la fine stagione - per esempio - al 31 luglio laddove non fosse possibile terminare entro giugno».

Vale lo stesso anche per lo sport dilettantistico?
«Qui il discorso sarebbe molto lungo perché uno dei problemi pratici che andiamo ad incontrare nello sport dilettantistico è che la prestazione lavorativa non è inquadrata come rapporto di lavoro o almeno non lo è per moltissimi aspetti. Uno degli obiettivi di questa legislatura era normare il lavoro dilettantistico ma ancora siamo alle bozze dei provvedimenti da prendere. Poi andrebbe fatta una distinzione...».

Quale?
« I dilettanti non sono dilettanti allo stesso modo. Un giocatore di pallavolo di Serie A, di alto livello, è un giocatore professionale - più assimilabile ad un calciatore professionista - Un atleta militare di alto livello, penso a tutti quelli che hanno continuato ad allenarsi per le Olimpiadi e stanno continuando tutt'ora, da soli, spesso chiusi volontariamente nei Centri sportivi delle caserme, stanno comunque offrendo una prestazione o alla bisogna possono essere utilizzati in compiti di servizio e quindi giustamente percepiscono lo stipendio».
E i dilettanti del calcio, ad esempio, o quelli di altri sport - dalla pallanuoto alla pallamano - cosiddetti minori?
«Da un punto di vista economico la situazione è ancora peggiore perché abbiamo decine di migliaia di persone come tecnici, preparatori atletici e collaboratori in genere che lavorano solo con lo sport e stanno letteralmente senza stipendio».

Però è intervenuto il Governo con un bonus da 600 euro. A che punto siamo?
«È stato previsto uno stanziamento di 50 milioni di euro che dovrebbe riconoscere a circa 83.000 persone un'indennità di 600 euro per il mese di marzo che sarà erogata da Sport e Salute. Sul sito di Sport e Salute sono date molte spiegazioni su a chi spetta l'indennità e come fare domanda. È stato chiarito che l'indennità spetta anche agli atleti e non solo ai collaboratori come detto inizialmente nel provvedimento. Mi è capitato il caso di un arbitro e ritengo che anche loro possano rientravi».

Come deve regolarsi uno sportivo dilettante?
«Per fare la domanda bisogna essere in possesso ed allegare un contratto ed in mancanza di contratto, non dimentichiamo che spesso gli accordi sono verbali, copia del pagamento di febbraio. Qui possono esserci dei problemi per chi, soprattutto negli sport estivi, che magari non hanno pagamenti ricevuti a febbraio perché l'attività vera e propria sarebbe iniziata da marzo in poi. Speriamo che a questo si ponga rimedio con il prossimo decreto». Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 08:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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