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Rara lesione della colonna vertebrale, rischiava la paralisi: ragazza operata e salvata all'Icot

La lesione (a sinistra) e la protesi che ha salvato la ragazza
di Giovanni Del Giaccio
3 Minuti di Lettura
Domenica 3 Aprile 2022, 08:57 - Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 08:25

Rischiava di restare paralizzata, intanto si era isolata e non andava più a scuola, né usciva di casa. Era costretta a stare tutto il giorno con il collare e la rara lesione poteva avere conseguenze invalidanti se non fosse stata operata. Intervento per il quale la ragazza, di appena 18 anni, di Nettuno, si è rivolta a Carmine Franco, neurochirurgo specialista negli interventi alla colonna. La diagnosi, come detto, non era delle migliori: cisti aneurismatica della settima vertebra cervicale.

IL TUMORE

Si tratta di una patologia rara che può svilupparsi in qualunque osso del corpo e rappresenta l'1,4% dei tumori ossei primitivi. E' per fortuna un tumore benigno cosiddetto ad "aggressività locale" che dall'8 al 30% dei casi si posiziona a livello della colonna vertebrale. L'incidenza è di 1,4 casi ogni 100.000 abitanti e normalmente colpisce fino ai 20 anni d'età. Due i rischi elevatissimi nel caso della ragazza: frattura e paralisi degli arti. Sicuramente gli inferiori, parzialmente anche i superiori. Una lesione che - comprimendo il midollo spinale - non avrebbe lasciato scampo.

L'OPERAZIONE

Era necessario intervenire subito, cosa che il neurochirurgo - oltre 650 interventi nel 2021 tra Icot e clinica Sant'Anna - ha fatto. L'intervento, durato circa tre ore, è riuscito perfettamente. In termini tecnici di chiama corpectomia ovvero la vertebra sede della lesione è stata asportata e sostituita con una protesi.


«La difficoltà - spiega Carmine Franco - era legata oltre alla sede, cervicale basso trattandosi dell'ultima vertebra, anche dall'elevato rischio di sanguinamento della sede della lesione, essendo una cisti aneurismatica che notoriamente è ripiena di sangue. Inoltre la vertebra è quella meno visibile con la brillanza intraoperatoria che è fondamentale in questo tipo di intervento». Ma cos'è la la cisti aneurismatica? «Una lesione dell'osso che raramente interessa le vertebre della colonna ed è appunto piena di sangue. Al contrario di quando operavo al Goretti, dove arrivavano fratture traumatiche delle vertebre, questo è il primo caso del genere che mi capita». L'Icot - e più in generale il gruppo Giomi - si confermano un punto di riferimento in questo tipo di chirurgia. A Pomezia, ad esempio, si è passati da zero a 250 interventi e a un reparto di 6 posti letto. «Da quando sono arrivato qui ho cercato di portare la mia esperienza, maturata in tanti anni di ospedale - ha aggiunto Franco - trovando una struttura già preparata per questo tipo di chirurgia in cui voglio ricordare oltre al sottoscritto operano altre figure di spessore come il professo Piero Nardi e i colleghi Alessio Fazio e Armando Bottiglia che fanno chirurgia spinale già da molti anni».
Dopo alcuni giorni di degenza, la ragazza è stata dimessa e ultimata la convalescenza potrà dire addio al collare e tornare ad una vita normale.
Giovanni Del Giaccio
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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