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Ponza e Ventotene choc, sporchi due locali su tre: blitz dei Nas, sequestrati tonno e pesce spada

Nelle spiagge in tutta Italia il 28% di ristoranti e bar è risultato fuori norma

Ponza e Ventotene choc, sporchi due locali su tre: blitz dei Nas, sequestrati tonno e pesce spada
di Stefania Belmonte e Carlo Ottaviano
4 Minuti di Lettura
Sabato 13 Agosto 2022, 22:02 - Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 09:20

Seicentocinquanta chili di alimenti, soprattutto tonno e pesce spada, sequestrati e 21 esercizi multati. È il bilancio del blitz dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Latina sulle isole pontine. I militari sbarcati a Ponza e Ventotene hanno visitato 33 attività di ristorazione. Al termine del “giro” in quasi due terzi delle strutture sono emerse irregolarità e, alla fine delle verifiche, sono state elevate sanzioni per 23.500 euro. 
Nel blitz i carabinieri hanno riscontrato carenze igienico-sanitarie e strutturali nelle cucine che sono risultate spesso attrezzate in maniera improvvisata: ubicate «in spazi ristretti, privi dei minimi requisiti per garantire condizioni ottimali di funzionamento, interessate da sporco pregresso e non sottoposte alle manutenzioni ordinarie e straordinarie» spiegano i militari. Inoltre in alcuni casi non è stata applicata la norma che impone la tracciabilità degli alimenti utilizzati per cucinare. Per questo sono stati sequestrati 650 chilogrammi di pesce, soprattutto tonno e pesce spada, per un valore di circa 13.500 euro.

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LE VERIFICHE

E proprio in questi i giorni di agosto è più facile cadere nelle trappole (vere e proprie truffe, spesso a rischio della nostra salute) di produttori, commercianti e ristoratori senza scrupoli (fortunatamente una netta minoranza rispetto alla totalità degli imprenditori). La crisi economica e l’esplosione dell’inflazione spingono le famiglie a risparmiare sulla qualità del cibo. Contemporaneamente l’enorme flusso turistico dell’estate fa mancare sulle tavole i prodotti più ricercati, il pesce per esempio. L’inganno consiste nel vendere prodotti scongelati per freschi, pesci di allevamento spacciati per pescati in mare aperto, specie diverse da quelle dichiarate (esemplare il pangasio del Mekong, simile al merluzzo). 

I SEQUESTRI

L’ultimo sequestro a livello nazionale è di giovedì scorso, quando i carabinieri hanno trovato cibo fuorilegge nel 28% dei 288 stabilimenti balneari controllati in tutta Italia. Nei punti ristoro all’interno delle strutture sono stati così sequestrati oltre 250 chili di cibo scaduto o preparato in cucine prive di ogni minimo requisito per garantire le corrette condizioni igieniche. Mediamente ogni anno i carabinieri arrestano un centinaio di persone e ne denunciano 5mila perchè ritenute responsabili di veri e propri reati. Oltre ai Nas, sulla nostra salute e le nostre tasche vigilano rigorosi sistemi di controllo, la cui attività non è notissima. 

Eppure, in un normale anno come il 2021, il solo Icqrf (l’Ispettorato centrale repressione frodi presso il ministero dell’Agricoltura) ha individuato non poche irregolarità nel corso di 60 mila controlli nell’ambito della tutela dei marchi a indicazione geografica (Dop, Igp, Doc). Nel complesso non sono risultati in regola il 15,9% degli operatori e l’11,6% dei prodotti. Sono state elevate 4.699 contestazioni amministrative e sequestrati prodotti agroalimentari per circa 5,5 milioni di kg per un valore superiore a 8,1 milioni di euro, a cui va ad aggiungersi oltre un milione di euro di beni mobili e immobili, per un totale del valore dei sequestri di 9,2 milioni di euro. 

I NUMERI

I controlli del ministero di via XX settembre hanno interessato in 19.628 casi il settore vitivinicolo, in 9.324 l’oleario, 6.137 il lattiero caseario, 3.758 l’ortofrutta, 3.411 i cereali e derivati, 3.167 il settore della carne, 2.626 le conserve vegetali, 1.996 le bevande alcoliche, 1.589 il miele, 532 le uova, 346 le sostanze zuccherine e 3.370 altri settori. 

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