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Ventotene, partono i lavori di messa in sicurezza sull'isola di Santo Stefano

Ventotene, partono i lavori di messa in sicurezza sull'isola di Santo Stefano
di Laura Pesino
3 Minuti di Lettura
Domenica 1 Novembre 2020, 10:01

Partiranno nei prossimi giorni i primi lavori di messa in sicurezza del carcere sull'isola di Santo Stefano a Ventotene. È quello che emerge dal tavolo istituzionale permanente convocato nei giorni scorsi dalla commissaria straordinaria del Governo per il recupero e la valorizzazione dell'ex carcere borbonico Silvia Costa. Novanta giorni sono previsti, se le condizioni meteo lo consentiranno, per l'esecuzione di questi primi interventi di somma urgenza che riguarderanno la parte interna dell'edificio, le torrette e gli archi delle celle, tutte porzioni della struttura maggiormente deteriorate e a rischio crollo.

Si procederà però contestualmente anche all'opera di messa in sicurezza del principale approdo dell'isolotto di Santo Stefano, quello della Marinella, che garantirà così un accesso sicuro agli operai e al personale incaricato degli interventi di scarico dei materiali edili necessari ai lavori. Il tetto di spesa previsto per questa prima fase è di 300mila euro e tutti gli interventi seguiranno il crono programma stabilito e gli obiettivi contenuti nel Contratto istituzionale di sviluppo.

Si tratta in sostanza di un'anticipazione dei lavori previsti nell'ambito di un accordo operativo che, il 3 giugno scorso, era stato sottoscritto tra il Mibact e Invitalia. «Un grande lavoro di squadra spiega la commissaria Silvia Costa - ha caratterizzato questi mesi nei quali, con il supporto del Giampiero Marchesi, responsabile unico del Contratto, e con la collaborazione del team di Invitalia e della Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio, sono stati effettuati sopralluoghi, rilievi ed indagini propedeutici per i futuri interventi sugli edifici e sugli approdi, quello della Marinella e dello Scalo 4, sull'isola di Santo Stefano. In modo innovativo prosegue Costa - abbiamo portato avanti un processo che ha visto partecipi e protagoniste le otto amministrazioni firmatarie del Cis e che ha concretamente coinvolto la comunità di Ventotene, le associazioni culturali, le istituzioni e tutti i possibili partner europei. Da oggi sull'isola di Santo Stefano, abbandonata da cinquanta anni, si vedranno i primi segnali dei lavori e dell'attenzione che è riservata al carcere, nel rispetto della sua storia di dolore e di conservazione dell'autenticità dei luoghi». Nel corso dell'ultima riunione dei tavolo è stato affrontato anche il tema della proprietà dell'isola di Santo Stefano, che per il 90% appartiene ad un privato. La Soprintendenza ha individuato e messo a tutela alcuni siti sia nell'area pubblica che in quella privata ed ha definito la cittadella l'intera isola di «interesse culturale»
La.Pe.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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