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Latina, sos disperato dei parrucchieri: «A un passo dal baratro, fateci riaprire»

I libri davanti al salone Kokò di Latina
di Monica Forlivesi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Aprile 2020, 11:08 - Ultimo aggiornamento: 16:36

Ci sono parrucchieri disperati che si incatenano al negozio, altri che minacciano gesti folli se il governo non li farà riaprire, e lei che regala libri. Emanuela Mogno ha 46 anni, 30 dei quali passati in un negozio da parrucchiere. E' la titolare del salone Kokò a Latina, in via Toscana, di cui si parla nelle ultime ore perché ha messo decine di libri sulla panchina davanti alla sua attività con sopra un cartello che recita: Leggere ci dà un posto dove andare anche quando dobbiamo rimanere dove siamo.

Appello della Cna: «Acconciatori ed estetisti devono ripartire subito»

Acconciatori ed estetiste sono tra i più colpiti da questa crisi, serrande abbassate e una prospettiva ancora lontana e incerta: salvo ripensamenti del Governo per loro la riapertura è prevista il primo giugno, che poi è un lunedì, il 2 è la Festa delle Repubblica, ergo, le mani in testa ai loro clienti le rimetteranno il 3 giugno.
Come nasce l'idea dei libri sulla panchina? «La passione per i libri l'ho sempre avuta, in negozio faccio BookCrossing da anni (lo scambio di libri, ndr), ho circa 400 volumi. In questi giorni pensavo al negozio, a come riorganizzarlo, adeguarlo a una realtà nuova e inaspettata. E così ho pensato ai miei libri lì abbandonati, mi sono detta: chissà in quanti non hanno un libro nuovo, forse quelli che avevano in casa li hanno letti tutti... e ho deciso di metterli lì, per le mie clienti e per chiunque passi. Per chi abita vicino al negozio e può scendere e trovare la compagnia di un buon libro. Mi ha dato un po' di sollievo fare qualcosa, una cosa piccola ma fatta con il cuore».



Sollievo in un momento difficile, anche economicamente, ci sono suoi colleghi che minacciano proteste eclatanti. «Difficilissimo, tanto più che ho da poco aperto Lui, parrucchiere per uomo, con tutte le spese conseguenti, senza un'entrata da due mesi sono stata costretta a bloccare il mutuo e ora il pensiero è alla riapertura. Non sono negozi grandi, potrò riassumere tutto il personale, le distanze me lo consentiranno? Spero ci facciano riaprire, siamo a un passo dal baratro, anche gradualmente, con tutte le cautele del caso, ma almeno ripartiamo».

Come trascorre le sue giornate? «Al telefono, a calmare le clienti che vorrebbero essere sistemate, a dare consigli e a ordinare con loro il colore dalle aziende che spediscono a casa tinta, ciotola e pennello». Cosa si sente di dire alle sue clienti e a tutte in generale? «Il 4 maggio ricominceremo a muoverci, temo che ci sarà un'ondata di lavoro nero, io capisco che tutti abbiamo bisogno di lavorare, ma vi chiedo di non rischiare la vita per un colore o un taglio di capelli. Pazientiamo, insieme ce la faremo. I sacrifici vanno condivisi e sono certa che le mie clienti mi aspetteranno. Mi chiedono di fissare gli appuntamenti, sono pronte a venire alle 6 del mattino, e io sono pronta ad accoglierle... magari non alle 6 ma sicuramente con orari più flessibili per recuperare un po' del tempo perduto».

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