Ordine degli avvocati di Latina, il Cnf dichiara decaduti Lauretti e altri quattro consiglieri

Venerdì 17 Gennaio 2020
Il Tribunale di Latina
Il Consiglio nazionale forense ha accolto il ricorso presentato da dieci avvocati del Foro pontino contro la proclamazione degli eletti dell'ultima elezione del consiglio dell'Ordine di Latina «in relazione alla posizione di cinque Consiglieri eletti, per violazione delle norme che vietano un terzo mandato consiliare consecutivo». I ricorrenti erano assistiti dagli avvocati Dino Lucchetti e Lucio Anelli, e rappresentati in aula dall'avvocato Pierluigi Torelli. Mentre i cinque avvocati chiamati in causa erano assistiti dall'avvocato Federico Pernazza e rappresentati in aula dall'avvocato Giovanni Lauretti, già presidente del Consiglio dell'Ordine. I ricorrenti hanno eccepito il fatto che i consiglieri avessero svolto addirittura cinque mandati tra il 2010 e il 2017 in violazione della normativa. Una tesi che il Cnf ha condiviso, accogliendo il reclamo e  «dichiarando decaduti dalla carica di Consiglieri dell'Ordine di Latina gli avvocati Giovanni Lauretti, Antonella Ciccarese, Pietro De Angelis, Angelo Farau e Aldo Panico, disponendo il subentro degli avvocati utilmente collocati nella graduatoria degli eletti». Cosa questa che non potrà avvenire poiché in attesa della decisione, i cinque e i loro colleghi di lista si sono dimessi facendo decadere nel novembre scorso il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Latina, retto oggi dal commissario straordinario Giacomo Mignano.

«Ancora una volta è stato dimostrato che le nostre tesi sono fondate - è il commento a caldo dell'avvocato Dino Lucchetti - ma mi pare lo fossero all'evidenza». Sul futuro e sulle prossime elezioni dell'Ordine, Lucchetti sgombra subito il campo: «Io non mi ricandiderò, perché spero ci sia un rinnovamento, ho già fatto il consigliere in passato per tre o quattro volte, e nello spirito della legge credo sia necessario un ricambio». Non è chiaro cosa farà invece l'ex presidente Lauretti che già in passato si era ricandidato sostenendo che i mandati precedenti non erano consecutivi perché interrotti dall'insediamento di un commissario. Oggi però dovrà tener conto dellla sentenza del Cnf che nella motivazione della decisione non ha condiviso questa tesi dichiarandolo decaduto insieme agli altri quattro consiglieri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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