Omicidio a Montello, in azione gruppi rivali. Spuntano le foto della festa

Omicidio a Montello, in azione gruppi rivali. Spuntano le foto della festa
di Marco Cusumano
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Mercoledì 3 Novembre 2021, 05:05 - Ultimo aggiornamento: 16:37

E' complessa e delicata l'indagine sull'omicidio del 29enne Singh Jasser, l'indiano colpito con mazze e bastoni mentre festeggiava la nascita del suo primo figlio insieme a un gruppo di amici a borgo Montello. Ieri il medico legale Gianluca Marella ha effettuato l'autopsia sul cadavere del bracciante agricolo, bisognerà attendere la relazione tecnica per conoscere tutti i dettagli ma l'esame ha comunque confermato il decesso per una serie di gravi lesioni alla testa provocate da corpi contundenti. Per la quantificazione delle sprangate che hanno colpito la vittima bisognerà attendere ulteriori analisi, ma il quadro che emerge conferma la ricostruzione secondo la quale l'indiano è stato colpito ripetutamente durante lo scontro avvenuto nel casolare dove viveva con altri connazionali.

IL FERMO
Intanto la polizia ha eseguito un primo fermo. Si tratta di Singh Jaswin, indiano 38enne che gestisce un'attività commerciale a borgo Bainsizza. L'uomo è coinvolto nello scontro tra i due gruppi e ha riportato una serie di ferite, compresa la frattura di un braccio. Era stato ricoverato all'ospedale di Velletri così come altre persone coinvolte nello scontro. Inizialmente però i ruoli non erano ben definiti e Jaswin è stato considerato una delle vittime degli aggressori arrivati sulle auto intorno alle 22,30. Invece la polizia, attraverso una serie di accertamenti e testimonianze raccolte in queste ore, ha individuato in Jaswin uno degli aggressori che hanno fatto irruzione durante i festeggiamenti aggredendo il gruppo rivale.

Gli investigatori, guidati dal vicequestore Giuseppe Pontecorvo, mantengono il più stretto riserbo sulle indagini per evitare fughe di notizie che possano mettere a rischio l'esito. Si lavora soprattutto sulle testimonianze, numerose e determinanti per comprendere l'esatta dinamica degli eventi e di conseguenza le singole responsabilità. Ma per ottenere collaborazione occorre superare la barriera della paura che comprensibilmente avvolge molti dei testimoni, alcuni dei quali fuggiti nei campi terrorizzati dopo il blitz degli aggressori. Gli investigatori sono riusciti ad aprire uno spiraglio, arrivando al primo fermo, ma ora occorre scavare ulteriormente per ricostruire con precisione gli eventi e i ruoli.

LE IMMAGINI
Intanto sono spuntate alcune immagini della festa, scattate prima dell'arrivo degli aggressori. Dalle foto si vede la comitiva di amici che festeggia la nascita del figlio di Singh Jasser. C'è anche un video nel quale si vede un uomo che balla e scherza con una pistola in mano. Si tratterebbe di un ospite della festa e dunque non è escluso che una pistola fosse presente già prima dell'arrivo degli aggressori. Tutte ipotesi che attendono verifiche e chiarimenti da parte degli investigatori.

I PRECEDENTI
Ci sono almeno due episodi precedenti che potrebbero in qualche modo essere collegati con l'omicidio. Si tratta di due aggressioni dalle modalità simili, ma ovviamente con esiti meno drammatici, avvenute ad Aprilia e ad Anzio. Anche in quei casi un gruppo di indiani ha aggredito dei connazionali. Bisognerà stabilire se qualcuno dei presenti a borgo Montello abbia avuto un ruolo anche nelle precedenti aggressioni. In altre parole occorre capire se esistono diversi gruppi rivali che si sono già affrontati in passato e per quali ragioni. Da queste risposte potrebbe emergere anche il movente dell'omicidio di borgo Montello.

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