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Oggi il ricorso di Coletta al Consiglio di Stato, incognita commissario

Oggi il ricorso di Coletta al Consiglio di Stato, incognita commissario
di Andrea Apruzzese
3 Minuti di Lettura
Lunedì 11 Luglio 2022, 10:36

L'appello al Consiglio di Stato di Damiano Coletta sarà depositato stamattina. È una corsa, che vede impegnato il pool di legali nominati dal sindaco di Latina, Damiano Coletta, lo studio Paolo D'Eletto e lo studio Gennaro Terracciano, nello scrivere un ricorso per appello contro la sentenza del Tar del capoluogo pontino che venerdì scorso ha annullato il voto in 22 sezioni elettorali, mandandole a rivotare, annullando il verbale di proclamazione degli eletti, e stabilendo quindi la decadenza di sindaco, giunta e Consiglio. Ricorso in appello che includerà anche la richiesta di sospensione cautelare della sentenza del Tar, questo per sospendere la decadenza di sindaco, giunta e Consiglio: sulla sospensione, infatti, il Consiglio di Stato potrebbe pronunciarsi anche entro 48 ore al massimo dopo il deposito.
È una corsa contro il tempo, quindi, anche in relazione alla nomina del commissario prefettizio, che il Prefetto di Latina, Maurizio Falco, potrebbe emettere già stamattina. Se infatti dovesse essere nominato prima il commissario, l'iter di richiesta della sospensiva dovrebbe subire alcuni cambiamenti.

«ATTO DOVUTO»
«Confido di presentare il ricorso in appello domattina (oggi, ndr) - spiega il sindaco, Damiano Coletta - la mia scelta di adire il Consiglio di Stato mira a stabilire una trasparenza e un'etica, che sento di dovere a tutti i cittadini: è mio dovere farlo, esistendo un altro grado di giudizio». Coletta aggiunge di sentirsi «sereno perché sto ricevendo tantissima solidarietà anche da persone inaspettate, anche in tanti diversi ambiti. Poi, è chiaro che ci sia chi usi quanto accaduto in maniera strumentale, sono colpi bassi, ma io penso che nel tempo vinceranno sempre la verità, la ragione, l'etica di comportamento».

ATTACCHI SOCIAL
Il riferimento di Coletta sembra essere legato a diversi attacchi social che forniscono interpretazioni della sentenza del Tar parlando di brogli. Attacchi cui un post di Lbc ha ieri risposto affermando come «il centrodestra ha vinto in 17 delle 22 sezioni che sono oggetto della sentenza. Eppure da loro continuano ad arrivare illazioni su presunti brogli. Non sembra assurdo?». Al post ha risposto la capogruppo di FdI, Matilde Celentano, secondo cui «la maggioranza parla di fake news e del fatto che la minoranza vuole fare intendere che si tratta di brogli. E molti consiglieri di maggioranza definiscono la sentenza illogica: la sinistra farebbe meglio a finirla con questo atteggiamento di offese di fronte a una sentenza del Tar». Alla Celentano ribatte il capogruppo del Pd, Enzo De Amicis, per il quale il sindaco «ha fatto bene a proporre appello. Sono state dette tante cose, forse troppe, rispetto a una sentenza che ha scatenato un clima pesante, si è andati oltre una oggettiva disamina della sentenza: si è arrivati a uno scontro tra tribù, senza alcun rispetto delle parti coinvolte. Una situazione paradossale alla quale non voglio partecipare, invitando anche il Pd a evitare. C'è oggi il problema di individuare il vizio e gli errori procedurali elettorali che hanno portato a questa sentenza del Tar e insieme una qualche forma di responsabilità, che credo legata ai meccanismi di distribuzione delle schede e di verbalizzazione. Il CdS sarà l'organismo garante di questo scenario. Forse si rivoterà nelle 22 sezioni, in uno scenario complessivamente mutato, per la formazione di coalizione diverse, su cui gli elettori dovranno riflettere».

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