Odissea per una gita in canoa: bloccati per 2 giorni in una grotta al Circeo

Mercoledì 11 Settembre 2019 di Rita Recchia
Una vera e propria odissea: è quella che hanno vissuto marito e moglie a bordo di una canoa rimasti bloccati per due giorni in una delle grotte del Circeo. A salvarli c’ha pensato la capitaneria di porto di Terracina con i colleghi di San Felice, diretta dal tenente di vascello Emilia Denaro. La disavventura per la coppia era cominciata domenica scorsa quando i due 41enni si erano avventurati verso il promontorio del Circeo per raggiungere le grotte, sicuramente belle ma interdette per il pericolo di caduta massi. All’improvviso i due canoisti sono stati sopresi dal peggioramento delle condizioni del mare, con onde alte quasi 3 metri che hanno bloccato la coppia su una spiaggetta sottostante la scogliera che rendeva impossibile il passaggio via terra. Marito e moglie hanno atteso che il mare si calmasse, ma alla fine hanno dovuto abbandonare le speranze e, da moderni Robinson Crusoe, hanno deciso di passare la notte accampati nella Grotta dei Prigionieri (mai nome fu più azzeccato). Nel tardo pomeriggio di lunedì, dopo una notte accampati e una giornata sotto il sole, i due hanno deciso di chiedere aiuto, chiamando i carabinieri e la guardia costiera di Terracina. La motovedetta in servizio di ricerca e soccorso, sotto il coordinamento della sala operativa di Circomare Terracina, ha raggiunto la spiaggetta dove la coppia si era rifugiata, ma la forte risacca ed il mare sempre più agitato hanno reso difficile anche il recupero, che si è dovuto fermare per l’arrivo del buio. Accertatisi delle buone condizioni di salute dei due malcapitati e che avessero ancora viveri a disposizione, i militari hanno ripreso le operazioni ieri mattina raggiungendo la coppia con il gommone della guardia costiera di San Felice Circeo e la motovedetta di Terracina, nonostante il rischio che il mare ancora agitato sbattesse i mezzi sugli scogli. I militari hanno recuperato subito il marito con l’ausilio della SpeedLine, una cima che viene sparata da bordo a terra per circa 250 metri; per salvare la donna è stato necessario l’intervento di un sergente che si è gettato in mare per raggiungere la spiaggia dove ha fatto indossare le dotazioni di sicurezza alla 41enne e si sono lanciati in mare, fino ad arrivare all’imbarcazione. Intanto era stato allertato anche il 118. I due canoisti sono potuti, così, tornare a terra sani e salvi, provati e infreddoliti ma finalmente al sicuro. 
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