Nuovo sequestro di reperti antichi a Fondi: dopo le anfore spuntano monete e gioielli

Sabato 16 Novembre 2019 di Barbara Savodini
Tre furgoni di reperti perlopiù di età repubblicana e uno dei più grandi sequestri della storia locale: l’episodio che ha destato tanto scalpore la scorsa settimana, a quanto pare, non era l’unico.
I carabinieri della tenenza di Fondi venerdì hanno infatti denunciato anche un 46enne che, come il suo concittadino, nascondeva diversi oggetti antichi, di età imperiale questa volta.

Tutto è stato catalogato dalla soprintendenza sotto lo stretto controllo del funzionario di zona e archeologo Francesco Di Mario. Un dipendente comunale è stato invece nominato custode giudiziario.
«Voglio ringraziare la preziosa attività investigativa dei carabinieri - ha commentato il dottor Di Mario - perché il recupero di questi oggetti illegalmente detenuti consentirà di ampliare l'esposizione museale e di restituire alla collettività importanti frammenti di storia». La speranza, tuttavia, è che le indagini possano portare al luogo originario dei ritrovamenti, ubicato sicuramente nel territorio fondano, così da poter avviare nuovi scavi e portare alla luce altri reperti.

Al blitz di venerdì, intanto, ha preso parte l’archeologo nonché direttore del Museo civico di Fondi Alessandro De Bonis con il ruolo di ausiliario. Tra i reperti recuperati varie monete di età imperiale di cui una d’oro con decorazioni, oggetti di piombo, utensili in ferro e monili di bronzo tra cui una fibula, un accessorio da uomo per fissare la cintura, e un ciondolo da donna a forma di campanello. 

«Le monete auree di epoca romana sono piuttosto rare e hanno un altissimo valore sul mercato – spiega l’archeologo Alessandro De Bonis – tuttavia ne esistono due tipologie, una più preziosa con anima pesante e una meno preziosa soltanto bagnata in oro. Stiamo facendo degli accertamenti specifici per chiarire di quale tipo di moneta si tratti». In entrambi i casi il reperto è di gran valore: l’imperatore raffigurato sembrerebbe Adriano e, anche se l'immagine è in parte sbiadita, il suo valore è sicuramente superiore ai 10.000 euro. Ora resta da capire quali di questi reperti siano stati acquistati regolarmente ad un’asta, e saranno quindi restituiti al proprietario, e quali invece sono di provenienza illecita, come in parte già accertato.

Certo è che l’uomo aveva un vero e proprio culto per gli oggetti antichi tant’è che nella sua abitazione di via Lazio sono stati sequestrati anche due metal detector e un bilancino. Interessanti anche i numerosi utensili in piombo, alcuni dei quali decorati, i manufatti in ferro e un tombino molto antico. Enorme la sorpresa del 46enne quando si è visto piombare i carabinieri in casa.

L'uomo, appassionato di oggetti antichi, non era del tutto al corrente di aver commesso un reato e si augura vivamente di poter riavere la sua collezione. Un'ipotesi non del tutto esclusa, almeno per alcuni articoli che sono stati regolarmente acquistati.
Gli altri, con buone probabilità, finiranno al Museo civico di Fondi assieme alle anfore da vino e a tutti gli altri oggetti di età repubblicana sequestrati la scorsa settimana in località Sant'Anastasia: un tesoro di inestimabile valore storico ma anche fisicamente ingombrante dato che, per trasferirlo, sono stati necessari tre viaggi con il furgone.
Sul caso i carabinieri coordinati dal sottotenente Emilio Mauriello mantengono il massimo riserbo ma tutto fa pensare l'indagine sia soltanto all'inizio e che nei prossimi giorni seguiranno altri sequestri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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