Sabaudia, Moretto testimone scomodo altra ipotesi per l'omicidio

Sabaudia, Moretto testimone scomodo altra ipotesi per l'omicidio
di Giovanni Del Giaccio
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Martedì 5 Gennaio 2021, 05:01 - Ultimo aggiornamento: 10:39

L'INDAGINE
I sospetti sulla famiglia di Erik D'Arienzo restano tutti, ma gli investigatori non escludono altre ipotesi sull'uccisione di Fabrizio Moretto. L'uomo freddato con un colpo di pistola la sera del 21 dicembre aveva mentito sulla morte di Erik, era indagato per quell'omicidio e forse chi stava indagando aspettava un ulteriore passo falso prima di arrestarlo. Uno lo aveva già compiuto, infatti, confermando che il figlio di Ermanno Topolino - noto alle cronache negli anni 90 - era caduto dal ciclomotore. Non sapeva che gli investigatori avevano in mano la perizia medico-legale che escludeva un trauma della strada. Per questo era stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di concorso in omicidio, ma poi è stato eliminato a due passi da casa, a Bella Farnia. Inevitabile il collegamento con la morte di D'Arienzo e l'ipotesi della vendetta che ha portato i carabinieri del nucleo investigativo provinciale ad acquisire elementi in casa dei familiari del giovane morto in ospedale a ottobre, a eseguire gli esami stub (risultati negativi) e ad analizzare i tabulati telefonici. Il lavoro degli uomini del maggiore Antonio De Lise è andato avanti senza sosta, anche durante le festività, ma finora non emergono gravi indizi su Topolino e i suoi familiari, assistiti dall'avvocato Giancarlo Vitelli.


Si guarda, allora, a un'altra possibile ricostruzione e in questo senso vengono analizzate minuziosamente le telefonate ricevute da Pipistrello - come era soprannominato Moretto - prima di morire. È evidente che sapesse cosa era successo sulla Pontina con Erik D'Arienzo e pure se aveva continuato a ripetere la versione dell'incidente chi voleva dare una lezione finita male al figlio di Topolino sapeva di avere a che fare con un testimone che avrebbe potuto incastrarlo. Messo alle strette, Moretto, e soprattutto con un'accusa di omicidio sulle spalle, avrebbe potuto raccontare cosa era realmente successo sulla Pontina quella sera di settembre. Un pestaggio finito nel modo peggiore, legato a quanto sembra a un piccolo debito di droga. Meglio mettere a tacere chi sapeva tutto, questa l'altra pista presa in considerazione.

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