Omicidio di Priverno, D'Atino al giudice: «Mi sono difeso»

Omicidio di Priverno, D'Atino al giudice: «Mi sono difeso»
di Elena Ganelli e Sandro Paglia
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Sabato 2 Dicembre 2023, 11:47

Non ha risposto alle domande del giudice ma ha una cosa l'ha detta: «Mi sono solo difeso» e ha aggiunto che chiarirà la sua posizione. Luigi D'Atino, l'uomo di 33 anni Priverno arrestato mercoledì scorso è stato interrogato ieri nella tarda mattinata. È accusato di avere ucciso in una palazzina in via Madonna del Colle il compagno della madre Germano Riccioni, 49 anni, e di ferito gravemente la mamma, Adele Coluzzi di 57 anni. Una tragedia maturata in un contesto familiare difficile, i cui contorni sono ancora da chiarire: secondo le prime ricostruzioni il giovane avrebbe dato in escandescenze lanciando contro la coppia ogni tipo di oggetto: tubi, pezzi di legno, un pezzo d'inferriata del cancello e poi un vaso in gesso che ha colpito l'uomo alla testa uccidendolo oltre ad un mattone che avrebbe invece raggiunto la madre. Per quest'ultima si è reso necessario il trasporto al San Camillo di Roma dove è tuttora ricoverata in attesa di essere sottoposta a un intervento chirurgico la prossima settimana. Per Riccioni invece non c'è stato nulla da fare: troppo gravi le ferite: quando sono arrivati i soccorsi - su segnalazione dei vicini di casa che hanno sentito le grida fortissime - l'uomo era già deceduto.

L'autore dell'omicidio e del tentato omicidio peraltro era ancora davanti alla palazzina in uno stato di agitazione che potrebbe essere ricondotto anche all'assunzione di sostanze stupefacenti. Anche ieri mattina quando è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Mario La Rosa per l'udienza di convalida D'Atino appariva in stato confusionale. Assistito dall'avvocato Giammarco Conca il giovane ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere ma ha comunque voluto rilasciare qualche breve dichiarazione: ha detto di essere stato aggredito e di essersi soltanto difeso, poi ha preannunciato la volontà di chiarire la sua posizione.
A conclusione dell'interrogatorio il giudice ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. I carabinieri stanno ascoltando i vicini di casa, in particolare un uomo che avrebbe assistito alle ultime fasi della lite avvenuta fuori dell'abitazione della coppia, quando però la vittima era già in terra, nel pianerottolo, priva di vita e la donna, in gravi condizioni. I familiari della vittima, sia l'ex moglie che la figlia di Germano Riccioni, hanno dichiarato, attraverso l'avvocato che le rappresenta, Rina Gandolfi, di non voler rilasciare dichiarazioni: attendono la restituzione del corpo dopo l'autopsia effettuata ieri dal medico legale Cristina Setacci: ciò che è emerso nelle circa tre ore di esame da parte della consulente del pubblico ministero Giuseppe Bontempo, è l'esistenza di un trauma polidistrettuale, vale a dire che l'uomo è stato colpito con qualcosa che ha inciso su più sistemi vitali. Allo stato attuale non è possibile stabilire quale sia l'oggetto che ha causato i traumi mortali, del resto il medico legale ha 90 giorni di tempo per consegnare le proprie conclusioni.
Nel frattempo ieri sera il magistrato titolare dell'inchiesta ha concesso il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia che potrà così celebrare i funerali, fissati per questo pomeriggio alle 15 nella chiesa di San Cristoforo a Priverno. La messa funebre sarà officiata dal parroco don Titta Ficarola.
Elena Ganelli
e Sandro Paglia
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