Latina, maxi truffa finanziaria: indagine partita dalle occupazioni abusive al “Colosseo”

Giovedì 29 Ottobre 2020 di Laura Pesino

Tredici arresti e una sfilza di reati che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata alla falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, dall’autoriciclaggio all’esercizio abusivo della professione finanziaria fino alla rivelazione di segreti d’ufficio, abuso d’ufficio, favoreggiamento, sostituzione di persona, corruzione. In carcere è finito anche un dipendente del Ministero della Giustizia in servizio presso la Procura di Latina: è Francesco Santangelo, 56 anni, residente nel Capoluogo. Insieme a lui Sergio Andrea di Barbora, originario di Taranto ma residente nel capoluogo; Marco Scarselletti e Giorgio Vidali, entrambi di Latina; Marco Capoccetta, residente a Ceccano; Giuseppe Cotugno, nato a Formia ma vive a Latina.


Destinatari della misura cautelare ai domiciliari sono invece Nicola Natalizi e la moglie Serena Capponi, entrambi di Latina; Giovanna Villani, Claudia Muccitelli, Loredana Mattoni, Serenella Mura e Fortunato Capasso. Al centro dell’inchiesta, condotta attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e riprese video di telecamere nascoste installate nei luoghi in cui si incontravano gli indagati, ci sono attività di intermediazione finanziaria abusive che consentivano ai clienti di ottenere prestiti attraverso due principali modalità di intervento. Da una parte la contraffazione di buste paga con la falsificazione dei redditi per simulare una maggiore solvibilità del debitore; dall’altra l’oscuramento dei dati presso la “centrale rischi” (Crif) con l’occultamento di pregressi debiti o insolvenze.
TRUFFE FINANZIARIE
L’attività di indagine condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale parte però da una fuga di notizie nell’ambito di tutt’altro procedimento penale, quello che riguarda l’occupazione abusiva di alloggi dell’Inps nell’edificio del Colosseo, e arriva a svelare poi il meccanismo di truffe finanziarie architettato e gestito dai sei personaggi finiti ieri in carcere che, scrive il gip Giuseppe Cario nell’ordinanza, “hanno dato vita a una consorteria vocata alla frode delle società finanziarie e delle banche, realizzando per i clienti la falsa documentazione necessaria a mascherare l’insufficienza del proprio reddito”.
Promotore e organizzatore del sodalizio è proprio Santangelo, sia per quanto riguarda l’attività abusiva di intermediazione finanziaria sia perché considerato “collettore di più richieste avanzate da vari soggetti per avere notizie di procedimenti penali in corso”. Accanto a lui c’è Marco Scarselletti, esperto informatico, che metteva a disposizione un immobile di via Ariosto adibito ad agenzia e a quartier generale del gruppo, predisponendo inoltre tutta la strumentazione necessaria alla contraffazione di cedolini di buste paga.
Sergio Andrea Di Barbora, già arrestato e condannato per una rapina alla Banca Etruria di Corso Matteotti, e Marco Capoccetta, collaboratori della società finanziaria Sms srl di via dei Volsci, erano invece i maggiori procacciatori di clienti, deviando verso l’organizzazione tutti coloro che non riuscivano ad accedere ai circuiti ufficiali di credito della loro società.


IL REATO ASSOCIATIVO
Secondo il giudice per le indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza, Di Barbora, Scarselletti, Santangelo, Capoccetta, Vidali e Cotugno avevano “costituito un accordo criminoso stabile connotato dall’indeterminatezza del programma criminoso, obiettivamente provato dal susseguirsi ininterrotto, per un apprezzabile lasso di tempo, delle condotte integranti i reati”. In sostanza, se i primi tre sono considerati promotori e organizzatori della compagine, gli altri sono partecipi dell’organizzazione stessa offrendo un contributo fondamentale grazie alle facilitazioni offerte dalla loro attività professionale.


I BENEFICIARI
Un elevato numero di persone, grazie al gruppo, era riuscito infatti ad ottenere finanziamenti da cui, seguendo i circuiti ufficiali e legali, sarebbe stato certamente escluso. Tra i beneficiari di diversi canali di credito per alcune migliaia di euro ci sono impiegati comunali e alcune dipendenti della Asl di Latina, tutti finiti agli arresti domiciliari.
Tra loro figura anche Nicola Natalizi, ex poliziotto in passato in servizio in Procura, che riesce ad ottenere grazie a Santangelo e ai suoi complici il prestito desiderato, ma che acquisisce anche informazioni sull’indagine in corso in Procura relativa alle occupazioni abusive al Colosseo e sull’imminente sequestro di alcuni alloggi. Proprio in un appartamento del Colosseo risiedono infatti lui e la moglie e da loro arriva la fuga di notizie relativa alle operazioni di sgombero.

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