La vittoria di Andrea: il risveglio dal coma mesi dopo il drammatico incidente sull'Appia

La vittoria di Andrea: il risveglio dal coma mesi dopo il drammatico incidente sull'Appia
di Francesca Balestrieri
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Venerdì 30 Aprile 2021, 14:10

Era la sera del 29 settembre 2020 quando la Fiat 500 di Andrea Cristiano è finita contro un albero e poi in un campo lungo l'Appia, all'altezza dell'incrocio con via Ninfina. Il 20enne stava tornando a casa dopo il turno di lavoro e per cause ancora in fase di accertamento, si è scontrato con un'altra auto.

Il papà, Gianluca, aveva anche lanciato un appello per capire cosa fosse accaduto quella tragica sera in cui, in un attimo, la vita della sua famiglia è cambiata radicalmente. Andrea è stato trasportato in codice rosso, il più grave, al Goretti di Latina, ha subito un'operazione alla testa per la grave emorragia ed è stato trasferito, il giorno dopo, a Roma. Poche le speranza che i medici avevano dato alla famiglia viste le gravi ferite riportate che, oltre alla testa, hanno interessato molte altre parti del corpo. L'aggravante in questa tragedia come purtroppo ne accadono molte, è stata la pandemia. Il papà, la mamma, il fratello e la fidanzata di Andrea, non potevano vederlo perché contrarre il virus per lui, avrebbe significato aggravare una situazione già al limite. La prognosi è rimasta riservata per molti giorni e i medici del San Camillo l'hanno sottoposto a diverse operazioni, tra cui quella estremamente urgente e delicata, a polmone e diaframma. Dalla sua Andrea ha l'età. Appena 20 anni e un fisico in grado di reagire. A questo si sono attaccati i suoi genitori che con costanza e fatica hanno accettato tutto quello che i medici gli hanno proposto perché hanno capito che la strada sarebbe stata lunga, e, nonostante gli avvertimenti, non hanno mai smesso di credere in un miracolo.

IL CALVARIO E LA RINASCITA
Pochissime le visite, soprattutto nel primo periodo, mezz'ora appena una volta a settimana, telefonate quotidiane in reparto per conoscere la situazione. «I primi giorni sono stati frenetici, non sapevamo cosa fare, chi chiamare, come reagire allo shock. Poi è arrivata la consapevolezza, spiega Gianluca, Andrea era in coma e nessuno poteva dirci cosa sarebbe accaduto da lì a poche ore. Dopo moltissimi interventi si è svegliato. Non eravamo lì ovviamente perché a causa del Covid potevamo vederlo una volta a settimana per pochi minuti, spesso dovevamo scegliere chi di noi sarebbe entrato per fargli sentire che, anche se lontani, non abbiamo mai smesso di credere nella sua ripresa. E sembra averlo capito, ha lottato con la forza di un leone. Rispondeva agli stimoli esterni e quando ci hanno chiamato dall'ospedale per dirci che si era svegliato, anche le infermiere piangevano. Sono stati giorni difficili, piano piano ha iniziato la sua ripresa e noi siamo andati tutti i giorni fuori dalla sua finestra in ospedale per fargli capire che non era solo. Non potevamo entrare, ma dovevamo stargli vicino».

A febbraio Andrea è stato trasferito all'Icot dove ha lavorato molto con la fisioterapia e da lunedì è tornato a casa. «Ci sembra un sogno, averlo qui di nuovo a casa è un miracolo che è stato possibile anche grazie a tutte le persone che hanno contribuito alla sua guarigione. Dai Vigili del fuoco che l'hanno estratto dalle lamiere, i Carabinieri di Cisterna, gli infermieri e il Medicalcup che si sono presi cura di lui, i medici che sono riusciti nell'impossibile», conclude Gianluca. La strada per la guarigione completa è ancora lunga, ma è tornato a casa.
Francesca Balestrieri
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