Il neurochirurgo che rimise in piedi Pennacchi: «Dopo l'intervento eravamo diventati grandi amici»

Stefano Savino
di Giovanni Del Giaccio
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Mercoledì 4 Agosto 2021, 12:11

 Ha la voce rotta dalla commozione Stefano Savino il neurochirurgo che all'ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina aveva rimesso in piedi Antonio Pennacchi: «Dopo l’operazione eravamo diventati grandi amici, ci sentivamo spesso, è una perdita grande». L’incontro avvenne in casa dello scrittore e tra i due fu “amore” a priva vista: Pennacchi aveva una coperta della Roma calcio, medesima passione sportiva di Savino. Quella politica, invece, era agli antipodi: «Aveva provato altri professionisti e gli avevano detto che non c’era nulla da fare, le vertebre avevano ceduto dopo un vecchio intervento e sarebbe rimasto paraplegico».

Per festeggiare il candidato sindaco del centro sinistra che aveva conquistato il ballottaggio, Maurizio Mansutti, lo scrittore lo prese in braccio ma caddero entrambi e per Pennacchi le conseguenze furono pesantissime. Fino all'intervento di Savino, grazie al quale ha continuato a camminare sia pure aiutandosi con un bastone. «L'ex sindaco Finestra gli parlò di me, Antonio mi raccontò che venni presentato come un “fascio”, ci scherzammo su. Fu un intervento complesso ma riuscito, da allora non ci siamo più persi di vista. È un grande dispiacere».

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