Dischetti di plastica sulle spiagge pontine, il sindaco Villa all'Ato 4: «Latina si costituisca parte civile»

Venerdì 30 Ottobre 2020

Il sindaco di Formia Paola Villa ha chiesto all'Ato 4 di costituirsi parte civile al processo che si terrà a Salerno dove il 15 dicembre 2020 è prevista l’udienza preliminare per l'inquinamento ambientale provocato da milioni di dischetti di plastica fuoriusciti da un depuratore della provincia campana che si sono riversati sulle coste del mediterraneo, a Scauri e Formia, ma anche fino a Latina.

«Qualche giorno fa - scrive Paola Villa - si è saputo che la Procura della Repubblica di Salerno chiederà al GIP di rinviare a giudizio 8 persone, tra di essi ci sono i dirigenti della multinazionale francese Veolia. Le accuse della Procura sono gravi: inquinamento ambientale. I fatti risalgono ad un paio di anni fa, quando lungo il litorale campano e una parte del litorale laziale si sversarono oltre 250.000 dischetti di plastica fuoriusciti dal depuratore di Capaccio Paestum».

«I dischetti si dispersero nel Mediterraneo e andarono a riempire le spiagge salentine; se ne trovarono a centinaia anche a Scauri, lido di Ostia, Torvaianica e molti dischetti furono trovati anche tra le sabbie della spiaggia di Vindicio - spiega la Villa - Molti finirono in alto mare compromettendo non solo l’habitat, ma anche la vita di animali come le tartarughe marine. Essendo Veolia la multinazionale azionista privata di Acqualatina S.p.A. è importante che l’EGATO 4 prenda posizione nella vicenda. Pertanto come Sindaco di Formia ho inoltrato formale richiesta all’ufficio di Presidenza dell’ATO, ritenendo necessario ed indispensabile essere al fianco di associazioni e cittadini che con i loro esposti hanno avviato il procedimento penale, costituendoci parte civile nel procedimento penale e rappresentando i territori».

Secondo il sindaco di Formia «tale costituzione è ancora più importante perché l’ATO 4 rappresenta un territorio in cui Veolia incrementa il proprio business con la gestione delle risorse idriche e il loro sfruttamento».

E' stato Clean Sea Life, progetto che convolge istituzioni, associazioni e migliaia di volontari in una campagna straordinaria di pulizia di coste e fondali d’Italia, ad annunciare la fine dell'inchiesta e la fissazione della data dell'udienza preliminare.

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