Dissequestrata la casa dell'ex diacono assassinato
a Monte San Biagio ma i conti correnti restano un mistero

La casa del diacono
di Barbara Savodini
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Venerdì 4 Marzo 2016, 20:58
MONTE SAN BIAGIO - E’ stata finalmente accolta l’istanza presentata dalla famiglia Barlone per il dissequestro dei beni appartenuti all’ex diacono assassinato nel suo appartamento nel centro di Monte San Biagio l’8 febbraio del 2015. E’ quanto stabilito questa mattina dal gip Matilde Campoli ad un anno dall’arresto del mandante e degli esecutori materiali del delitto.

Tornano quindi a disposizione della famiglia la palazzina di via Roma, posta sotto sequestro in quanto scena del crimine, alcuni scatoloni di documenti utilizzati durante le indagini e i 40mila euro nascosti nelle gambe di un pantalone piegato e riposto nell’armadio di Patrizio Barlone. Il denaro, che durante la rapina non fu mai trovato dai malviventi, venne infatti rinvenuto in uno dei sopralluoghi effettuati dai carabinieri del comando provinciale subito dopo l’omicidio.

Restano invece ancora un mistero i numerosi conti correnti di cui si faceva riferimento nelle agende personali dell’uomo così come il deposito di denaro che lo stesso avrebbe avuto allo Ior. Ricchezze che, qualora venissero trovate, andrebbero probabilmente in eredità alla famiglia Barlone delle quali però, ad oggi, non si ha traccia. 
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